Un vero e proprio blitz tentato a fari spenti e stoppato in extremis. Malgrado il clima bipartisan che ha portato all'approvazione con voti unanimi dello Statuto, il Consiglio provinciale non è riuscito a incartare la delibera riguardante le nuove regole per le nomine nelle società partecipate.
“Approfondimenti di natura tecnica”, riferisce con sintetica pudicizia il comunicato stampa vergato dalla Rocca al termine della seduta per motivare il nulla di fatto. Nella nota non trovano posto i fortissimi malumori politici e personali che hanno rappresentato probabilmente la ragione principale dello stop. Il regolamento giunto in aula, se approvato, avrebbe infatti azzerato immediatamente il folto plotone dei rappresentanti della Provincia in enti, aziende e società partecipate. Un repulisti nel quale sarebbero incappati anche nomi eccellenti come, solo per fare qualche esempio, il presidente del Consorzio industriale Asi Luigi Diego Perifano, il numero uno di Sannio Europa Biagio Supino, l'amministratore unico della società per i rifiuti Samte, Nicolino Cardone, il leader dell'Asea Alfredo Cataudo, il presidente dell'Ambito territoriale per la caccia Gianluca Aceto, e molti altri.
Tutti assolutamente ignari, alla vigilia, di quanto si sarebbe verificato a partire da oggi se fossero passati sic et simpliciter i 10 articoli che formano il documento denominato “Indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti della Provincia presso enti, aziende, istituzioni e società partecipate”. E in particolare i capitoli numero 9 e 10, relativi rispettivamente alla decadenza delle nomine fin qui effettuate e alla applicazione immediata del brutale “spoil system”. “In fase di prima applicazione del presente regolamento – recita testualmente e con estrema chiarezza l'articolo 10 intitolato “Norma transitoria” - tutte le nomine e le designazioni in atto al momento della sua adozione si intendono cessate o decadute”.
Chiaramente per non lasciare gli enti senza amministrazione sarebbe scattata laprorogatio ma di breve durata, 45 giorni al massimo come sancito dallo stesso articolo 10 che investe del compito “il presidente della Provincia e il Consiglio provinciale, secondo le rispettive competenze”.
Come si individueranno i futuri nominati? Il testo arenatosi in aula individua un criterio inedito che ha fatto storcere qualche naso. All'articolo 3 (“Requisiti soggettivi”) il regolamento stabilisce che gli aspiranti debbano “avere i requisiti per la nomina a consigliere provinciale”. Ovvero: alle designazioni potranno accedere esclusivamente sindaci e consiglieri comunali, reiterando così il “modello casta” già in vigore per la elezione di presidente e consiglieri provinciali. E l'articolo 4 (“Avviso”) aggiunge un ulteriore elemento di singolarità: “Il presidente della Provincia – recita il comma 3 – può effettuare le nomine e le designazioni anche al di fuori delle candidature presentate”. Dunque, porte aperte al ripescaggio di presidenti e rappresentanti in pectore rimasti fuori dalle candidature. Un pacchetto di nomine chiaramente non trascurabile, soprattutto alla vigilia della sentita tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale.
Paolo Bocchino