Agli australiani piace la Costiera Amalfitana («Il tratto di Costa più bello del mondo»), la dipingono con aggettivi superlativi. Ma non disdegnano anche critiche pesanti. Fino a definire «vergognosi» i trasporti e impraticabile Amalfi («costretti a fare l'anatra sotto i bastoni dei selfie e combattere per un posto nella piazza del Duomo»).
Tutto in un articolo agro dolce (più agro che dolce), pubblicato sul sito Daily Mercury, firmato da Ann Rickard e dal titolo fuorviante «Costiera amalfitana senza limoni» (nel pezzo non si fa accenno all'assenza di limoni, anzi si evidenzia la loro costante presenza).
Dopo aver decantato la bellezza della costa, i cinque milioni di turisti che la visitano ogni anno, descritto a tinte pastello la meraviglia di Positano, la giornalista prende di mira Amalfi, «soffocata dai turisti».
La redattrice ha scelto Praiano come base: «E' un luogo tranquillo per esplorare la costiera, ma ha uno svantaggio. E' impossibile arrivarci con un autobus. E il pullman è il modo migliore per muoversi in Costiera. Guidare un'auto è da veri coraggiosi».
Frase un po' esagerata. Sì, certo, la Costiera non è per novizi delle quattro ruote, ma non bisogna certo essere Vettel per muoversi con una certa agilità.
Ma la giornalista ha scelto i bus, e quindi racconta le sue disastrose avventure. «Partono da Positano ad Amalfi già strapieni. Non si fermano quindi si rischia di rimanere a lungo alle fermate, dietro di te una lunga fila. E quando passa il bus e non si ferma, i passeggeri ti guardano dal finestrino con un misto di pietà e arroganza».
«E questa – aggiunge – è una enorme vergogna, perché l'esperienza di un viaggio in bus sulla costiera, oltre a essere economica, e una delle più emozionanti del pianeta».
E c'è un altro ma... «Gli autobus sono enormi, la strada è stretta e se un pullman ne incrocia un altro che arriva dalla direzione opposta, e accade dozzine di volte ogni giorno, i due passano a fatica, lasciando tra un mezzo e l'altro uno spazio più sottile di un capello».
La giornalista si dilunga sul viaggio in bus. Ed ammette che nonostante si stesse stretti stretti, aggrappati da qualche parte, il giro in costiera è stato comunque ricco di adrenalina. Il punto è che «la vera impresa è riuscire a salirci sui un bus».
Naturalmente non sono mancati i riferimenti ai costi delle abitazioni. Ma quello è un ritornello scontato. E del resto neppure si può dare tanto torto sulla insufficienza dei collegamenti. E sugli incroci pericolosi.
Ma la Costiera non ne esce proprio benissimo. E' solo la prima puntata. La giornalista si appresta a postare la seconda parte del suo viaggio. Vedremo come è andata...