Salerno

C'era una volta il magico mondo del tifo, quello in cui coreografie, sfottò, bandiere, fumogeni, tamburi ed esodi di massa erano all'ordine del giorno e che conferivano un fascino particolare a ogni singolo evento sportivo. Fino a qualche tempo fa, i settori riservati alle tifoserie ospiti erano sempre stracolmi e ribollenti di passione, una componente fondamentale che ha permesso al pallone di continuare a rotolare anche dopo tutti gli scandali che hanno stravolto campionati e classifiche e scalfito l'amore autentico di chi vive la settimana in base al risultato della sua squadra del cuore anteponendo, talvolta, lo sport agli affetti familiari. Dopo la morte dell'ispettore Raciti in quel di Catania, furono introdotte una serie di restrizioni che, questo mondo, lo hanno messo a dura prova: tra schedature forzate, divieti, Daspo a raffica e trasferte vietate in tanti hanno deciso di abdicare, anteponendo a tutto quella mentalità ultras basata su valori importanti e che spesso è sfociata in meravigliose iniziative a sfondo benefico che meritavano risonanza diversa anche a livello nazionale.

Molti gruppi, in tutt'Italia, si sono tristemente sciolti dopo decenni di fiera militanza sugli spalti e proprio per questo il traguardo raggiunto dalla Nuova Guardia assume un significato particolare, quasi esemplare. Sabato scorso i ragazzi guidati da Mino Caputo e che fanno della tigre il loro segno distintivo hanno celebrato 27 anni di attività, un momento di grandissima festa per tante persone che, con sacrifici e senso di appartenenza, hanno seguito e sostenuto la Salernitana soprattutto nei momenti di difficoltà. Troppo facile cantare e salire sul carro negli anni Novanta, quando l'Arechi era sempre una bolgia e la squadra dava spettacolo contro chiunque; la Nuova Guardia è ripartita con orgoglio e amore anche dopo i due fallimenti, sostenendo la Salernitana Calcio prima e il Salerno Calcio aspettando sugli spalti il ritorno del cavalluccio e della maglietta granata.

Loro sono stati davvero ovunque: Pizzighettone, Budoni, Boville, San Marino, Lumezzane, Pavia, Lucca e tutte quelle città un tempo sconosciute ai più e che hanno ospitato la Salernitana durante il percorso di rinascita, una rinascita resa possibile non solo dagli investimenti societari e dalla bravura dei calciatori e dei dirigenti, ma anche e soprattutto dal sostegno dello zoccolo duro, di chi dodicesimo uomo in campo lo è per davvero, 365 giorni all'anno e non solo per retorica. Se oggi Salerno, come tifoseria, è rispettata e apprezzata a livello europeo è anche merito loro e di quelle coreografie che rendono unica la curva Sud Siberiano.27 volte auguri alla Nuova Guardia, sperando che la loro grande passione possa sfociare quanto prima nel raggiungimento di un prestigioso traguardo sportivo.

Gaetano Ferraiuolo