Avellino

«Prima del 23 febbraio dello scorso anno Nicola Galdieri era venuto almeno un altro paio di volte a scuola. Diceva di essere un amico di P.P (Imprenditore oggetto del presunto tentativo di estorsione). Ma non si è mai presentato». G.D.A. è stato ascoltato questa mattina in aula come teste nel processo a carico di Nicola Galdieri accusato di tentata estorsione.

I fatti risalgono al 23 febbraio 2016. Quando secondo l'accusa Nicola Galdieri e Antonio Romano tentarono di estorcere 100mila euro all'imprenditore P.P.

I due sono stati arrestati il 15 marzo dai carabinieri di Mercogliano e Monteforte. Ma il tribunale del Riesame di Napoli, dopo il ricorso della difesa, li ha rimessi in libertà.

G.D.A. è dipendente dell'istituto scolastico nel quale sarebbe avvenuto il tentativo di estorsione.

Ha raccontato G.D.A.: «Quel giorno di febbraio ho visto P.P. essere tenuto sotto braccio da Galdieri che l'ha condotto in un'aula della scuola. Ho sentito una discussione concitata provenire dall'interno. Non è stata mai detta la parola "soldi"».

Successivamente, secondo il racconto di G.D.A., i due sono usciti dalla stanza.

«P.P – racconta il teste – aveva una faccia sconvolta. Gli erano caduti gli occhiali. A questo punto la moglie di P.P. ha chiamato i carabinieri. Galdieri ha cercato di dissuaderla. Anche cercando di toglierle il telefono. Voleva andar via. Ma la moglie di P.P. ha provato a fermarlo tirandogli il cappotto di pelle. Poi lui (Galdieri) è riuscito a divincolarsi ed è andato via prima che arrivassero i carabinieri».

E' stata anche ascoltata l'ex moglie di P.P. che ha ricordato la presunta minaccia subita dal marito: «Gli è stato detto: dammi centomila o “t' schiatt 'a cap”».

La teste ha anche dichiarato che l'ex marito non aveva mai fatto riferimento a un debito nei confronti di Galdieri

La difesa è stata affidata a Gaetano Aufiero e Dario Vannetiello.