Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Il caso di palazzo Iandolo torna in aula. I fatti risalgono al 2015 quando un'inchiesta della Procura ha portato al sequestro dell'edificio che sorge lungo rampa Santa Maria delle Grazie. (Leggi anche: "Palazzo Iandolo: ecco chi andrà a processo)

Un' inchiesta che ha coinvolto tecnici, dipendenti e progettisti del Comune di Avellino e imprenditori. 

I reati contestati sono abuso edilizio e in abuso in atti d'ufficio.

In particolare l'accusa evidenziava per palazzo Iandolo una presunta volumetria superiore a quella incaricata e un presunto mancato rispetto del vincolo paesaggistico per la vicinanza del palazzo al Rio San Francesco.

Vincolo idrogeologico oggi discusso in aula. E' stato ascoltato come teste l'ispettore della Forestale Volpe. Il quale ha affermato che l'edificio sarebbe stato costruito in una zona nella quale insisteva il vincolo idrogeologico. Per la difesa invece l'area in questione andava intesa come "zona di completamento" non soggetta al vincolo contestato.

La prossima udienza è stata fissata per il 19 dicembre quando sarà ascoltato il consulente del Pubblico Ministero.

Impegnati nella difesa gli avvocati: Massimo Preziosi, Nello Pizza, Carmine Danna, Petrillo, Giovanni Castelluccio. Nell'udienza predibattimentale aveva affiancato l'avvocato Preziosi, il legale Federico Acone. Il quale aveva fatto riferimento a una presunta incostituzionalità del vincolo paesaggistico. L'avvocato è poi purtroppo venuto a mancare nello scorso Aprile e non ha più potuto seguire la causa per la quale si era tanto speso.