La Salernitana continua a lavorare in vista del derby al “Partenio” di domenica prossima. I tifosi granata chiedono a gran voce un cambio di passo, e la vittoria contro gli uomini di Novellino garantirebbe un’iniezione di fiducia potenzialmente decisiva. L’impresa, però, non sarà sicuramente facile: l’Avellino sta avendo un inizio di stagione molto positivo, ed in terra irpina alla Salernitana ultimamente non gira bene. L’ultima formazione granata in grado di strappare punti al Partenio è stata quella allenata da Bortolo Mutti nel “lontano” 13 dicembre 2008. Proprio l’ex tecnico della Saleritana, attraverso le pagine de Il Mattino, ricorda con piacere quelle emozioni:
«Novanta minuti che ricordo ancora oggi, anche se bisogna ammettere che è trascorso un pochino di tempo da quel pomeriggio. In quella circostanza capii che era una partita speciale, vissuta con grande intensità dalle due piazze ed anche dalle società».
Il punto conquistato in quel derby non servì per farle vivere a lungo l’esperienza salernitana, il derby di domenica invece potrebbe incidere e non poco sul futuro di Bollini.
«Purtroppo il nostro calcio ha fretta. Determinate situazioni vengono valutate in maniera esagerata, bisognerebbe avere la forza di dare il giusto tempo a un allenatore. Nel caso di Bollini, poi, credo sia davvero prematuro e azzardato parlare di esonero, per me sta anche facendo un discreto lavoro».
Ma per la Salernitana c’è il rischio che quella attuale possa diventare una stagione di sofferenza esattamente come quella del 2008-09, quando anche lei sedette sulla panchina granata?
«Mi auguro vivamente che non accada. Nonostante non abbia trascorso molto tempo a Salerno, sono rimasto in ogni caso legato alla piazza e successivamente sono sempre stato accolto con simpatia dalla tifoseria. Di sicuro non bisogna essere pessimisti, poi è ovvio che ritrovare in campo tutti i valori presenti in rosa e avere anche un pizzico di fortuna potrebbero far cambiare gli scenari».
Derby significa risultato non pronosticabile oppure la classifica attuale può favorire, soprattutto dal punto divista mentale, la squadra di Novellino?
«Sono due aspetti che vanno ugualmente considerati. La classifica, infatti, può inconsciamente condizionare e mettere pressioni soprattutto alla Salernitana, ma in un derby può accadere tutto e il contrario di tutto. Anche la sfida del Partenio sarà senza pronostici».
Intanto i precedenti in terra irpina non premiano la Salernitana.
«Il passato non lo puoi allontanare, ma, avendo cambiato tanto nelle ultime stagioni, non tutti i protagonisti saranno contagiati da un pensiero del genere. E poi a prescindere bisogna pensare a scrivere unicamente il presente».
Sei pareggi in 8 giornate di campionato, la teoria che fare piccoli passi in serie B può essere utile va davvero presa in considerazione in questo caso?
«Con i tre punti in palio non sempre tanti pareggi possono spostare gli equilibri, di sicuro possono darti un pizzico di tranquillità. Ma è scontato dire che sono le vittorie che cambiano in un attimo la tua stagione, possono spaccare in due e all’improvviso la classifica».
Questo avvio di campionato ha confermato concretamente i pensieri dell’estate in merito a un innalzamento generale dei valori della serie B?
«Non lo so dire al momento, credo sia un campionato ancora piatto per certi aspetti. È un torneo che non ha trovato ancora le sue giuste protagoniste, vedi il Frosinone che ha perso a Novara o il Palermo che si sta dimostrando non esattamente stratosferico».
Redazione sport