Salerno

Domenica prossima ci sarà l’attesissimo derby tra Salernitana ed Avellino al “Partenio”. Come si addice a un derby così sentito, le due tifoserie contano le ore che mancano all’inizio della gara, ed entrambe vogliono vedere la propria squadra uscire vincitrice da questo scontro. Purtroppo per i tifosi granata, tornare a casa da Avellino con i tre punti, da un po’ di anni a questa parte, è diventata una vera e propria utopia. Vincere in terra irpina non accade addirittura dal lontano febbraio 1994, quando un certo Roberto Breda, con un gol al ’76, scrisse il proprio nome in maniera indelebile nella mente dei tifosi granata. Proprio da quella partita la Salernitana non è più riuscita a strappare i tre punti ai biancoverdi nel loro forte, e la nostra redazione ha voluto chiedere proprio a Roberto Breda la ricetta nel riuscire di nuovo in questa impresa:

«Non è assolutamente facile. Già quella gara fu un caso particolare: noi eravamo in un periodo di crescita, giocavamo bene, ma non avevamo la giusta continuità. La partita era un po’ bloccata, e sembrava dover finire ormai in pari. Poi un episodio, che il destino ha voluto affidare a me, la risolse in nostro favore. Tante volte in questo tipo di partite gli episodi fanno la differenza. Sono gare molto emotive, dove non conta esclusivamente la preparazione tattica al match, ma soprattutto come lo vivi, e devi essere capace a trovare la soluzione giusta nel momento giusto».

Partita che quest’anno può essere già decisiva

«Sì, quest’anno la gara sarà particolarmente interessante. L’Avellino sta facendo bene, magari non riesce a trovare continuità fuori casa, ma ha fatto prestazioni importanti. La Salernitana ha bisogno di un qualcosa che faccia sbloccare l’attuale situazione. Finora ha offerto buone prestazioni, con un organico importante, però non è riuscita a trovare ancora gli equilibri e quell’efficacia che aveva nella seconda parte della scorsa stagione; questa partita potrebbe risultare decisiva per il resto della stagione».

Avellino ultima spiaggia per Bollini o il tecnico non ha colpe?

«Per valutare un tecnico i risultati sono la cosa più evidente, ma non sono gli unici da dover prendere in considerazione. Bisogna vedere come lavora, come la squadra lo segue, le prestazioni. Alberto viene da un ottimo campionato, e quest’anno non sono mancate le prestazioni, ma solo alcuni risultati. Ad oggi non vedo una squadra in crisi, mancano sicuramente alcuni punti, ma ho visto anche buone cose».

Prima ha parlato di organico importante, questa classifica quindi non rispecchia i reali valori dei della Salernitana?

«In questo momento non esiste una squadra in Serie B che è ancora “squadra”. Basta guardare il Perugia, partito a razzo ed ora in flessione. Ma lo stesso Frosinone o il Palermo, a dimostrazione che è ancora un pochino presto per tutti. Al di là delle qualità dei singoli, la differenza la farà il gruppo, l’alchimia e l’intesa di squadra portano sempre lontano, quindi aspettiamo ancora per valutare».

 

Simone Gallo