Benevento

Nessuna sorpresa nell’udienza di questa mattina alla procura Antidoping, che ha sentito il medico sociale del Benevento, Giorgione. Il professionista beneventano ha ammesso le sue responsabilità spiegando di aver applicato a Lucioni uno spray cicatrizzante contenente il Clostebol, la sostanza incriminata, per cui il giocatore è stato ritenuto positivo all’esame dopo Benevento-Torino. Il medico ha poi precisato che il farmaco non era nella disponibilità della società, ma era detenuto personalmente da lui. In pratica, l’ammissione di responsabilità del medico sociale del Benevento, conferma quanto detto nella prima audizione da Fabio Lucioni. Difficile ora prevedere ciò che potrà accadere. La Procura dovrebbe deferire il medico e lo stesso Lucioni, anche se per responsabilità diverse. E’ inutile provare ad anticipare le decisioni della Procura. Anche se tutti hanno ricordato il precedente relativo alla fondista di sci norvegese Therese Johaug, risultata positiva al Clostebol a settembre. La 28enne campionessa norvegese, sette medaglie d’oro ai mondiali, oro a Vancouver nella staffetta e argento e bronzo a Sochi nel 2014 aveva utilizzato una crema contro le scottature (il trofodermin) fornita dal medico della nazionale Frederik Bendiksen, ignaro che quella pomata contenesse la sostanza vietata. Il medico si è assunto le responsabilità e si è dimesso, ma la Wada ha ugualmente inflitto 13 mesi di squalifica all’atleta norvegese, perché secondo il Comitato Olimpico la Johaug non può essere considerata completamente esente da responsabilità. Ora tocca ai legali provare a smontare questa tesi.