Benevento

Tre punti in due (per la verità sono tutti del Verona…), tanti problemi di formazione e già alla resa dei conti. Verona e Benevento si giocano già una fetta di campionato in una gara dai mille significati. Uscirne bene servirebbe soprattutto per il futuro, servirebbe non solo a mettere fieno in cascina, ma anche per guardare avanti con un po’ di fiducia in più. Varrebbe per entrambe. Le parole della vigilia sono state praticamente le stesse, sia che provenissero dalla città di Giulietta, o che avessero l’idioma beneventano. La squadra giallorossa ha assoluto bisogno di cancellare quello zero in classifica e questa volta, al di là dei soliti problemi di formazione che non mancano mai, sembrerebbe in grado di farlo. Problemi ne ha anche il Verona: qualche assente gli avrebbe fatto comodo averlo in campo, i due Zuculini, Ferrari, ora Zaccagni ed Hertaux, su cui si addensano i dubbi della vigilia. Baroni fa i conti con le solite situazioni da verificare all’ultimo momento: Ciciretti ha superato l’attacco febbrile e si può dire recuperato, è stato convocato, ma da qui a pensarlo subito in campo ce ne passa. Quelli che sperava di recuperare erano soprattutto Costa e D’Alessandro, che invece non sono stati neanche convocati. Non sono al meglio, ma in una gara come quella del Bentegodi servivano come il pane. Ovvio che non manchino le alternative al tecnico giallorosso: in difesa ha finalmente un Antei in più, ma consideriamo pure che una coppia centrale formata dall’ex Sassuolo e da Djimsiti sarebbe la settima diversa in otto giornate. In quanto a D’Alessandro, il migliore in campo contro l’Inter, bè, lui soffre ancora per quel problema al muscolo successivo al trauma subito contro il Toro: un problema evidentemente che non è stato ancora cancellato. La sua sarà un assenza pensantissima. Anche sugli esterni Baroni ha valide alternative, ma un D’Alessandro come quello che ha affrontato l’Inter, oggi non avrebbe avuto eguali. Bisogna però anche dire che un’alternativa costituita dal Vittorio Parigini ammirato nell’Under 21 è il massimo. Staremo a vedere cosa accadrà. 4-3-3, modulo riconfermato. Parità numerica a centrocampo, visto che anche Pecchia utilizza questo sistema di gioco. Ed è proprio lì che bisognerà imporre la superiorità. Memushaj, Cataldi, Viola, Chibsah, Del Pinto: a prescindere dai prescelti c’è da dare tanto sia sul piano dell’atteggiamento che su quello della determinazione. Si vince arrivando primi dell’avversario su ogni pallone e poi giocandolo con efficacia. Le prove sono finite, ora c’è bisogno di fare sul serio.

Franco Santo