Benevento

Due anni fa era il fango, le lacrime, la devastazione totale. Persone salve dopo essersi aggrappati a cancelli e pali, aziende distrutte, case che ormai non esistevano più. Oggi a Pantano splendeva il sole, le aziende e le case ricostruite, i cittadini di nuovo in piedi: si è sanniti non per caso. E in una domenica calda quel fango è stato riproposto dai videoproiettori: non bisogna dimenticarlo. Questo il messaggio dei cittadini alle istituzioni, presenti oggi in una delle attività simbolo della rinascita del quartiere: c'era il presidente della provincia Ricci, il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro.
Proprio il sottosegretario ha rivendicato quanto fatto: “Nell'emergenza è stato fatto tanto, si è intervenuto per programmare il futuro. I cittadini hanno già avuto gli indennizzi, oggi tocca alle imprese. In particolare a quelle agricole. Per le imprese i limiti finanziari sono insufficienti, e su questo stiamo lavorando per prevedere per legge per avere cifre più elevate. Sia a Pantano, sia a Ponte Valentino ci sono già lavori per la messa in sicurezza. Ma bisogna distinguere: le aree che hanno subito danni sono noti, così come i comuni della provincia, sono una decina”.
Anche il presidente Ricci ha presentato un report con i lavori effettuati nell'area: “Non siamo qui per far passerelle. Per questo abbiamo portato le carte, i documenti che certificano quanto fatto e quanto stiamo facendo: lavoriamo sul Tammaro, sul Calore e tra qualche mese partiranno altri lavori, ad esempio la messa in sicurezza del Calore e delle sponde. Ora siamo impegnati nella pulizia dell'alveo. Si può fare di più? Certo, ma i finanziamenti ora stanno andando a regime, la burocrazia è quella che è. E' giusto che i cittadini si lamentino, ma il sistema vede un ruolo fondamentale per la burocrazia, e fa perdere tempo. Non siamo noi inerti”.
Dall'altro lato i cittadini, gli imprenditori di Pantano: “Chiediamo quel che chiedevamo quando c'era l'acqua: la messa in sicurezza di Pantano. Inutile spendere a pioggia se non c'è sicurezza”.
La paura che possa riaccadere è palese: “Vogliamo sapere che semmai capitasse un evento simile non avrà le stesse conclusioni. Abbiamo diritto anche a dormire sonni tranquilli senza aver paura che l'acqua ci spazzi via”.