30 secondi alla fine, 2-2 agguantato da pochi minuti in rimonta e partita apparentemente finita. Da un lato la curva Sud dell'Avellino, ammutolita dopo la rete di Sprocati, dall'altro la torcida granata in visibilio e pronta a spingere sull'acceleratore per l'ultima azione della partita. Migliorini la mette fuori, Sprocati anticipa tutti e inventa un assist per Minala, in posizione nettamente regolare: pallone all'angolino, Salernitana in vantaggio. Non è un sogno, è tutto vero: dopo 23 anni i granata espugnano il Partenio e si regalano una notte magica, merito di un gruppo che ancora una volta ha gettato il cuore oltre l'ostacolo vincendo una partita ormai persa e dimostrando sul campo di meritare questi tre punti. La scena più bella della partita è storia del minuto 96, quando la palla ha toccato il palo ed è finita in fondo al sacco: Minala, quasi in lacrime, guardava i compagni quasi come volesse dire "Ma che sta succedendo?", tutti gli altri, impazziti di gioia, sono scattati dalla panchina correndo verso il settore ospiti. Increduli, felici, emozionati.
Lo scatto di Salvatore Avallone, uno che il derby lo sentiva più di tanti, è l'immagine bellissima e vincente di una Salernitana che ha fatto vivere a tutti emozioni che sembravano sopite. Non sarà una squadra fortissima e da primissime posizioni, ma se rimonti ogni volta che vai in svantaggio siglando tre gol sul campo dell'Avellino significa che i calciatori hanno capito cosa significhi giocare a Salerno e sentono cucita addosso come una seconda pelle la maglia granata. Nel calcio, come nella vita, il cuore, la testa e la determinazione possono fare la differenza e rendere possibile l'impossibile: si riparta da quella magnifica esultanza sotto la curva, da quell'urlo di gioia di 800 tifosi impazziti e che, da oggi, hanno stretto con giocatori, staff tecnico, dirigenza e presidenza un patto d'onore: uniti per vincere ancora, nel ricordo di un derby che resterà a lungo nel cuore e nella mente di tutti. Che bello è...
Gaetano Ferraiuolo