Avellino

 

di Marco Festa

Amarezza, sconforto e mea culpa dopo un derby formato psicodramma. Risvegliarsi dall'incubo. Non resta che questo all'Avellino. Più facile a dirsi che a farsi dopo aver dilapidato due gol di vantaggio gettando alle ortiche 3 punti che avrebbero significato primato in solitaria. Ventiquattro minuti di pura follia, originata dalla scelta, col senno del poi rivelatasi azzardata, di rinunciare alla certezza 4-4-1-1 con un inedito 4-3-3 che ha sortito l'unico effetto della perdita totale di equilibrio. I cambi di Novellino sotto la lente d'ingrandimento. Sconforto nello spogliatoio biancoverde, con l'incredulità per quanto accaduto riassunto nel corso di 0825 dal portiere Radu, ospite in esclusiva di Otto Channel 696. Questo pomeriggio si torna in campo: porte chiuse e bocche cucite per tutta la settimana. Sabato la trasferta di Pescara. Sarà più forte il contraccolpo psicologico negativo o la voglia di riscatto? Il lupo è già a un bivio cruciale, ma oltre agli aspetti mentali e umorali ci sarà da fari i conti con le squalifiche: oltre a quelle certe di Migliorini e Lezzerini, espulsi nel parapiglia finale generato dal provocatorio gesto del silenzio indirizzato da Minala alla Curva avellinese, si attendono le decisioni del giudice sportivo in base alle informazioni fornite dai referti della procura federale e dell’arbitro.