di Marco Festa
Una delusione cocente, grandissima. La si respira nell'aria, la si ascolta nei discorsi in ogni angolo della città, oltre che sul web, a ormai 24 ore di distanza del fischio finale del derby contro la Salernitana. Dall'esaltante rimonta ai danni all'Empoli allo scioccante ribaltone subìto dai granata; il “Partenio-Lombardi” violato dopo undici risultati utili consecutivi: da teatro dei sogni a set di un film horror. Il lunedì nero dell'Avellino è scivolato via col morale sotto i tacchi, ma pure con la ripresa degli allenamenti in vista della trasferta di sabato a Pescara. Il campionato, no, non aspetta o lascia spazio alle rimuginazioni. Isolarsi è la strada scelta per la preparazione in vista del match contro l'undici di Zeman, reduce dal blitz di Parma: porte chiuse e silenzio in settimana, fino alla conferenza pre-gara di Novellino. Sul campo i calciatori impegnati ieri hanno svolto lavoro defaticante; partitella per il resto della squadra. Differenziato per Morosini, che corre verso il rientro, seduta specifica per Gavazzi. Il boccone amaro, volente o nolente, dovrà andare giù per evitare la prosecuzione (perché è già partita) della ricerca del capro espiatorio. Quello dell'Adriatico sarà in tal senso un esame importante per il già citato Walter Alfredo Novellino, finito sul banco degli imputati per i suoi cambi di ieri, ma difeso a spada tratta dal portiere Radu, ospite di 0825 su Otto Channel 696: “Le critiche al mister? La sconfitta è di tutti, del gruppo, e ci dividiamo le colpe.”