Salerno

Una delle caratteristiche principali della Salernitana versione 2017-18 è quella di essere quasi sempre riuscita a recuperare partite apparentemente compromesse. E' successo, rispettivamente, contro Ternana (tre volte in svantaggio), Pescara (da 0-2, con un arbitro più attento i granata avrebbero addirittura potuto vincerla al 95' su rigore), Pro Vercelli, Parma (da 0-2) e Avellino, con il 2-3 di Minala entrato di diritto nella storia del calcio salernitano e che ancora oggi evoca emozioni fortissime pur a tre giorni di distanza. "Sono ovviamente felice, ma non possiamo sempre andare in svantaggio prima di reagire: è necessario lavorare su quest'aspetto" ha detto con onestà mister Bollini in sala stampa domenica scorsa, preoccupandosi per la scarsa capacità dei suoi calciatori di dettar legge sin dai primi minuti. L'interrogativo, dunque, appare quanto mai scontato: perchè la Salernitana deve sempre prendere due schiaffi per iniziare a giocare? Le tesi sono due, una a favore e una contro l'allenatore:

PRO BOLLINI

Anzitutto è doveroso sottolineare che tutta la squadra è con l'allenatore. Del resto un gruppo che rema contro il proprio tecnico non si renderebbe protagonista di rimonte così entusiasmanti e clamorose. Il fatto che anzitutto i componenti della panchina abbiano esultato alla grande dopo il gol di Minala fa capire che la capacità del mister di tenere tutti sulla corda e di prendere in considerazione ogni singolo elemento della rosa in nome del criterio di meritocrazia spesso snobbato nel mondo del calcio sta contribuendo a formare uno spogliatoio composto anzitutto da uomini e poi da buoni giocatori. Le lacrime di Gatto, l'abbraccio tra Alex e Asmah, i cori di Rossi sul pullman di ritorno da Avellino sono elementi embletici che fanno pendere l'ago della bilancia a favore di Bollini, sovente elogiato dai calciatori durante le interviste. Rimontare negli ultimi 20-25 minuti partite apparentemente perse significa anche che la Salernitana ha lavorato benissimo in ritiro dal punto di vista atletico: la squadra corre fino al 95' senza conoscere fatica, merito da condividere ovviamente con tutto lo staff. Che ci sia anche la precisa scelta tattica di inserire elementi rapidi nel finale per sfruttare la stanchezza degli avversari? Del resto ad Avellino, con un clima quasi estivo e sul sintetico, un Rosina dall'inizio avrebbe potuto garantire anche un rendimento diverso e inferiore a quello mostrato dal 60' in poi. Un plauso anche al coraggio di schierare dal primo minuto tanti giovani in una gara che avrebbe deciso il suo futuro: Mantovani, Radunovic, Kiyine, Minala, Odjer e Cicerelli, titolari, sono tutti under, sei su undici. 

CONTRO BOLLINI

Che la squadra inizi a giocare benissimo perchè saltano gli schemi? Altra ipotesi possibile. Quando sei in svantaggio e mancano pochi minuti, ovviamente prevalgono cuore, grinta, carattere e le qualità dei singoli. Talvolta Bollini, dopo aver sbagliato la formazione iniziale, è stato quasi "costretto" dal corso degli eventi a mettere in campo in corso d'opera una squadra diversa. Ad Avellino ci sono voluti quasi 70 minuti per capire che Rodriguez era troppo isolato e che a centrocampo serviva come il pane un giocatore in grado di dettare i tempi della manovra. Fosse vera questa tesi sarebbe opportuno riflettere sul futuro del tecnico a prescindere dalla vittoria di domenica: non si può sempre regalare un tempo all'avversario, non si può sempre rinunciare a giocare (quanto accaduto a Parma in 11 contro 9 è emblematico), non si possono schierare elementi fuori ruolo in favore della tattica (sempre a Parma Sprocati fu lasciato in panchina per esigene di modulo). Di base c'è che, evidentemente, il materiale tecnico a disposizione di Bollini è superiore a quanto lo stesso lasciava trapelare in conferenza stampa prima della trasferta di Venezia, quando le sue parole non piacquero nè alla società, nè probabilmente allo stesso gruppo. 

Proviamo a sintetizzare in nome di quel detto che dice che "la verità sta nel mezzo": indubbiamente una squadra che rimonta sempre giocando bene al calcio e segnando tanti gol ha alle spalle un mister di carisma, con la testa sulle spalle, abile a trasmettere la carica e la mentalità giusta e a leggere la partita con le sostituzioni. Non sempre, però, la Salernitana pareggerà quando va in svantaggio ed è necessario prestare più attenzione alla formazione iniziale ricordando che le qualità dei singoli valgono molto, ma molto di più delle alchimie tattiche. Questa rosa, presa singolarmente, vale la zona sinistra della classifica, a patto che non ci si inventi nulla e si mettano gli interpreti in condizione di esprimersi. Magari dal primo e non dal settantesimo...

Gaetano Ferraiuolo