di Andrea Fantucchio
«Abbiamo riscontrato una liquidazione di oltre tre milioni e seicentomila euro relativa a prestazioni sanitarie fornite dalla clinica Malzoni che al momento delle indagini era sprovvista dall'accreditamento fornito dall'Asl»: Un maresciallo delle Fiamme Gialle questa mattina ha ripercorso in aula alcuni aspetti salienti delle indagini condotte sulla clinica Malzoni fra il 2012 e il 2013.
Quando, su disposizione del pm Maria Luisa Buono, è stata aperta un'inchiesta su delle presunte inadempienze in materia edilizia e urbanistica della struttura ospedaliera di Viale Italia. Durante le indagini, condotte dai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Avellino, sarebbero emerse anche delle presunte mancanze di copertura di autorizzazioni edilizie e un presunto mancato accreditamento da parte dell'Asl.
Proprio l'aspetto dell'accreditamento, citato oggi dal teste, è stato contestato dagli avvocati poiché non riconducibile ai reati contestati nel processo. Dibattimento che coinvolge quindici imputati che devono rispondere a vario titolo di falso in scrittura privata, abuso d'ufficio e omissione in atti d'ufficio. Oltre agli ex amministratori della struttura di viale Italia, Carmine Malzoni e Raffaele Ianuale, ci sono l'ex manager dell'Asl di Avellino, Sergio Florio, l'ex sindaco del capoluogo irpino, Giuseppe Galasso, e alcuni allora tecnici del comune Giovanni Errico, Luigi De Cesare, Giovanni Iannaccone, Michele Di Iorio, Francesco Tizzani, Ciro Melillo. Ai quali si aggiungono i tecnici incaricati dalla clinica per i lavori contestati: si tratta di Carmine D’Orsi, Silverio Fiacchino, Marco De Angelis, Aleksandr Iaccarino e Celestino Nardolillo.
Interventi edilizi ai quali ha fatto riferimento il maresciallo. Interrogato dal Pm ha descritto i sopralluoghi effettuati presso la clinica: «Accompagnati dai consulenti tecnici della Procura abbiamo verificato le attività edilizie in corso. Dai nostri riscontri è emerso come alcune aree dell'edificio (poi messe all'epoca dei fatti sotto sequestro) non rispettassero le funzioni previste. I Nas (nucleo antisofisticazione e sanità) dei carabinieri di Salerno hanno riscontrato invece l'assenza dell'autorizzazione sanitaria».
Su quest'ultimo punto il teste, pur incalzato dagli avvocati, non ha potuto fornire maggiori delucidazioni chiarendo come le presunte inadempienze in materia sanitaria siano state riscontrate proprio dai Nas.
L'Asl ha chiesto di costituirsi parte civile. Il processo è stato rinviato al 14 marzo quando saranno ascoltati carabinieri dei Nas e alcuni vigili del fuoco impegnati nelle indagini.
La difesa è stata affidata fra gli altri agli avvocati Nello Pizza, Massimo Preziosi, Carmine Danna, Giovanni Castelluccio, Innocenzo Massaro, Ruggiero.