Sono due i marocchini finiti sotto processo per lo stupro commesso nei confronti di una ragazza sulla spiaggia Santa Teresa, a Salerno. Una vicenda che ha suscitato una profonda impressione in città. E che risale al 17 maggio dello scorso anno.
Il pubblico ministero del tribunale di Salerno ha chiesto per i due, Hassan Raziqui e Roduan Makkak, una dura condanna. Dieci anni al primo e otto al secondo. L'imputazione è quella di violenza sessuale di gruppo aggravata.
A difendere quello che la donna ha indicato come il suo presunto stupratore, Roduan Makkak, l'avvocato Gerardo Cembalo, che chiederà l'assoluzione dell'imputato. ll penalista sostiene che ci sia stato un rapporto consenziente.
Lunedì si terrà l'udienza, probabilmente l'ultima del processo di primo grado. Sono previste le arringhe della difesa e – molto probabilmente – l'emissione della sentenza.
La giovane ha raccontato di essere stata avvicinata dai due. Prima le hanno chiesto dei soldi e subito dopo l'hanno violentata. "È stato un incubo. Non vedevo l’ora che finisse tutto, volevo solo che finissero di torturarmi". La 31enne ha raccontato di essersi recata sulla spiaggia di Santa Teresa di notte a fumare perché da giorni soffriva di insonnia.
Poi sarebbe stata avvicinata dai due aggressori e spaventata, avrebbe anche consegnato loro una somma di denaro, 50 euro. A questo punto uno dei due si sarebbe allontanato per comprare degli alcolici, mentre lei è rimasta sola. In balia dell'altro. Violentata e sequestrata e costretta a guidare in giro per la città, fino a quando, approfittando di un momento di distrazione del suo stupratore, è riuscita a chiamare un amico che ha poi avvisato i carabinieri, intervenuti per salvarla.
Il legale della ragazza ha ribadito più volte come il solo errore della sua assistita sia stato quello di non essersi subito resa conto di quanto stava accadendo. A testimoniare le violenze ci sarebbero anche delle escoriazioni sui gomiti e sui glutei e dei lividi che dimostrerebbero come la giovane abbia tentato di opporre resistenza.
Sara Botte