Benevento

Sovrintendenza, Forze dell’ordine, volontari… tutti pronti a sostenere l’Arco di Traiano! Risuona oggi più che mai la frase “se n’edda carè l’Arc se torno in Serie B”, pronunciata in un impeto di convinzione e coraggio dal Patron del Benevento Calcio. E badate bene, sono convinto per davvero che la tenacia di quest’uomo (oggi forse più solo che mai nelle scelte e nelle decisioni), sia quella di combattere fino all’ultimo minuto utile per non retrocedere. Ne ho lette e sentite tante in questi due mesi che non saprei cosa altro aggiungere. Addirittura c’è chi ha chiesto il rimborso totale dell’abbonamento con tanto di missiva scritta in Sede. Questa richiesta mi sembra davvero ai limiti del ridicolo e dell’indecenza, se uno è tifoso, lo è perché è convinto della fede per la propria squadra indipendentemente dalle prestazioni offerte. E’ pur vero che siamo ai limiti del ridicolo anche nelle prestazioni offerte da chi dovrebbe sudare la maglia e dimostrare attaccamento; anche ieri tutto questo non si è visto, anzi abbiamo assistito all’ennesimo allenamento di una squadra di Serie A che viene a sgranchirsi le gambe al Vigorito in attesa della partita successiva. Ho volutamente scritto all’ennesimo allenamento di una squadra di serie A perché noi, ad oggi, oggettivamente non lo siamo; è inutile girarci intorno. Girovagando sui vari social resto piacevolmente sorpeso che molti messaggi sono ancora improntati all’ottimismo; si punta a restare in scia a quelle 4/5 squadre che dovrebbero partecipare ad una sorta di mini torneo nel torneo per non retrocedere (ovvero Verona, Crotone, Spal, forse Udinese e Cagliari), ma il problema è che questi discorsi si facevano anche 20 giorni fa o un mese fa, con la differenza che un mese fa si auspicava di colmare il distacco di 2/3 punti dal gruppetto suddetto, 15 giorni fa i punti erano diventati 4 o più, adesso siamo passati a 6/7. Ecco, non vorrei che l’immensa fede di molti porti fra qualche Domenica a scrivere qualcosa del tipo…”beh dai, in fin dei conti siamo solo a 9/10 punti dalle squadre su cui dobbiamo fare la corsa..”. Eh già perché le Domeniche passano e mentre le altre di riffa o di raffa un punticino ogni tanto lo fanno (o semplicemente vincono gli scontri diretti con noi), noi stiamo continuando sempre e solo a perdere.. DI chi le colpe? Forse della fretta in generale. Fretta di una storica, inattesa e velocissima promozione nella massima Serie che non ha permesso alla Società di Via Santa Colomba di organizzarsi nella maniera migliore. Fretta che ha portato ad operazioni di calciomercato nell’immediato post promozione che si sono rivelate poco utili al progetto se non altro perché chi è arrivato …non è semplicemente da Serie A!! Fretta di smantellare un gruppo che forse tecnicamente non era da Serie A ma aveva dimostrato attaccamento, amore, passione sia per la maglia che verso la città. (aspetto da non sottovalutare). Fretta nel ridursi all’ultimo giorno di mercato a prendere una moltitudine di giocatori che a detta del tecnico o sono fuori condizione (Lazaar, Parigini), o devono ambientarsi al nostro campionato (Armenteros), fretta  di dover ricostruire un gruppo, di provare a ricreare quella magica alchimia che chi è andato via aveva saputo produrre sopperendo con il “fare gruppo” a dei limiti tecnici (infatti il campionato di B mica lo abbiamo vinto, siamo pur sempre arrivati sesti). Di chi siano le colpe non lo so e non lo voglio nemmeno sapere. Purtroppo siamo diventati la squadra zimbello a livello non solo nazionale ma europeo. Tutti parlano del nostro record. Per scherzarci su possiamo solo dire che adesso siamo la squadra del doppio record: gli unici ad essere saliti in Serie A da neopromossi e gli unici ad aver infilato 9 sconfitte di seguito.  Ora si prospetta il cambio tecnico; ben venga se serve a dare una scossa. Spero di essere smentito fin da subito ma qui c’è da ricostruire psicologicamente un intero ambiente, bisogna lavorare prima nella testa dei giocatori che sul proporre nuovi dettami o soluzioni tattiche. Non serve un tecnico che faccia esperimenti o che proponga calcio champagne e forse non serve nemmeno uno da bastone e carota; serve un motivatore, uno psicologo, uno che faccia scattare la molla e la scintilla nella testa di un gruppo, ammesso che il gruppo ci sia, che oggi è con la coda fra le gambe . Se così non fosse non solo l’Arco di Traiano, ma pure l’Anfiteatro, u Ponte Leproso e a Chiesa e Santa Sofia saranno a rischio di… crolli. Crolleremo fra le braccia di Diletta e sarà comunque un bel crollare, però se si può ancora provare a salvare il salvabile che lo si faccia con cognizione di causa. In clima funereo come quello odierno proporre pagelline da zero a dieci è impensabile. Al massimo potrei fermarmi ad un quattro o un cinque. Il dieci lo darei alla pazienza ed alla civiltà di un pubblico che tutto sommato vuole crederci ancora e sta dimostrando il proprio malumore in maniera composta ed educata.    

Scugnizzo69