Il pm di Milano Enrico Pavone ha chiesto la condanna a 3 anni di carcere col rito abbreviato per il 24enne Mahmoud Jrad, il cittadino siriano, residente a Varese, fermato nell'agosto 2016 mentre, secondo l'accusa, stava organizzando un viaggio per raggiungere la Siria e unirsi alle milizie dell'organizzazione terroristica Jabhat Al-Nusra, affiliata ad Al Qaeda.
Una richiesta di pena 'bassa' per il reato di terrorismo che si spiega non solo con la scelta del rito ma anche col riconoscimento della 'seminfermita' di mente' accertata da una perizia decisa dal gup Ilaria De Magistris e disposta per rogatoria - l'indagato è detenuto nel capluogo sannita - dal gip del Tribunale di Benevento Maria Ilaria Romano durante l'incidente probatorio.
La perizia era stata curata dal dottore Ferdinando Melciorre, nel corso dell'appuntamento dinanzi al giudice l'indagato - difeso d'ufficio dall'avvocato Federico Paolucci - si era definito un musulmano salafita, escludendo l'appartenenza a qualsiasi organizzazione. Inoltre, aveva fornito anche la sua interpretazione di alcune telefonate intercettate, sostenendo che quei colloqui puntavano soltanto, attraverso il contatto con alcune persone, al tentativo di portare in Italia la moglie, che vive in Siria.
Il pm ha chiesto, a pena espiata, anche due anni in una casa di cura e custodia e, dopo, l'espulsione dall'Italia col rimpatrio in Siria dove, sottolinea il suo legale Luca Bauccio, "e' perseguibile". La sentenza verra' letta il 31 ottobre alle ore 10. La presenza di Jrad oggi in videocollegamento dal carcere di Benevento è stata in forse fino all'ultimo, percha' sembrava dovesse essere ricoverato in una struttura psichiatrica, ma il medico del carcere ha detto che era in grado di partecipare all'udienza. Jrad non ha reso alcuna dichiarazione.