di Ivan Calabrese
La scelta di affidare a De Zerbi la panchina del Benevento ha letteralmente spaccato la piazza. C'è chi ha la memoria lunga e non tollera la presenza dell'ex tecnico del Foggia e chi, invece, non guarda al passato pur di vedere la compagine giallorossa cominciare a fare qualche punto in campionato. E' una situazione che complica maggiormente le cose perché in questo momento non occorrono polemiche. Il campionato è ancora lungo e se c'è una piccola possibilità di migliorare deve essere necessariamente alimentata. I pregiudizi, nel calcio, non sono mai serviti a nulla.
Due esempi su tutti, anche se ce ne sono molti altri: quando Allegri subentrò ad Antonio Conte, subì una feroce contestazione da parte degli ultras bianconeri. I suoi risultati sono sotto gli occhi di tutti. Pochi mesi fa, inoltre, Kolarov fu insultato dai tifosi della Roma perché nel suo curriculum c'è una militanza nella Lazio. Beh, adesso è un idolo assoluto della piazza giallorossa.
Con questo non si vuole prevedere che De Zerbi farà bene nel Sannio, anche perché nessuno ha questo potere. Simili polemiche, però, vanno a infuocare un clima già di per sé abbastanza teso. Lo striscione esposto ieri ha già avuto risalto nazionale, permettendo di incrementare interrogativi e polemiche da parte dell'opinione pubblica nei confronti della Benevento calcistica. Perché, ricordatelo, in questo sistema sono più importanti il colore dei capelli di Wanda Nara o le contestazioni. Nessuno menzionerà altro, né beneficenze e neanche gli oltre diecimila tifosi che hanno sostenuto una squadra con zero punti dopo nove giornate con tanta civilità ed educazione. E' la realtà di un calcio sempre più alla deriva.
Ci sono due basi su cui bisogna puntare: sarà difficile fare peggio di così in termini di risultati, quindi il nuovo tecnico trova una squadra che ha toccato il fondo già da tempo. Bisogna solo cercare di risalire e magari questo cambio potrà dare una scossa giusta. La seconda è il coraggio e la voglia di mettersi in gioco da parte sua, in un contesto difficilissimo. Qualcuno potrebbe obiettare che l'ha fatto per soldi, ma se De Zerbi dovesse essere esonerato nel Sannio o chiudere con una manciata di punti difficilmente potrà rivedere questa categoria in futuro, tenendo in considerazione quanto fatto a Palermo. Una patata bollentissima che molti hanno rifiutato e che lui ha deciso di prendere tra le mani. Merita fiducia solo per questo, poi sarà il campo a darci il suo verdetto. Come sempre.