di Simonetta Ieppariello
Quella di Ivana Brogna è la storia di una eterna precaria. Laureta e socialmente utile, lavora in bilico in attesa di una dignitosa stabilizzazione ormai da quasi due decenni.
E' una delle 4mila in Campania, per dare qualche numero, inquadrata tra contratti diversificati nel caleidoscopico viaggio della stabilizzazione eterna dei lavoratori italiani.
“Socialmente umiliati”, ha fatto tappa anche al Genio civile di Avellino. E' l’inchiesta di Report che racconta tante storia disseminate nella galassia dei lavoratori socialmente utili.
Dovevano essere di supporto, invece il blocco del turn over li ha resi indispensabili, si tratta dei lavoratori “socialmente utili”. Non hanno contributi perché percepiscono un sussidio dal ministero del Lavoro e una piccola integrazione dagli enti, anche quella priva di contributi previdenziali.
”Svolgono attività di supporto prevalentemente agli ingegneri – ha spiegato Claudia Campobasso, dirigente del Genio Civile di Avellino a Report – perchè la maggior parte di loro svolgono attività legate al rilascio delle autorizzazioni sismiche”.
Ivana Brogna è una di quei dieci architetti e lavoratori socialmente utili.
"Siamo una platea di lavoratori molto variegata - spiega Ivana Brogna partita nel 1995. Un esercito di lavoratori avviati alla professione per l'impiego di persone in cassa integrazione e mobilità. Poi, nel 1998, c'è stata la mia specifica categoria, accesso e classificazione. Si cercavano 28 architetti per la Protezione Civile per un progetto interministeria. Poi vi fu una convenzione tra Ministeri e Protezione Civile con La Regione Campania. Quindi da architetti adibiti a progetto, passamo alla Regione Campania per la prosecuzione dei progetti stessi e venimmo trasferiti in sede presso Genio Civile. Io ero la più giovane. Mansioni e corso di studi specifco, insomma, con in più anche la necessità di 5 amministrativi. Due anni, dal 1996-1998 diversi rispetto alla storia degli anni. Noi abbiamo acquisito il diritto di lavoratori subordinati e lo siamo a tutti gli effetti. E sopperiamo alle carenze in organico». E poi c’è la questione di quel buco previdenziale di 22 anni, gli enti pubblici soldi non ne hanno.
Una storia tutta in salita quella di Ivana Brogna.
«Siamo disciplinati essenzialmente dal decreto elegislativo 46897 e quello del 812000. Ma quello 468 sopattutto. Abbiamo, io come altri colleghi nella mia stessa condizione, effettuato tutta una derie di corsi di alta formazione. Insomma, abbiamo maturato esperienze e competenze. Come, ad esempio, i corsi di valutazione del rischio sismico piuttosto che quello di mitigazione dello stesso rischio.
Insomma presto servizio, nelle mie quattro ore previste, come altri colleghi diretti dipendenti del Genio Civile. eppure sono una precaria da 19 anni. NOn è facile essere una madre, una moglie, una persona con la prorpia vita lavorativa sospesa a metà. Senza contare che il blocco del turn over, ha ulteriormente danneggiato proprio noi che non verremmo, di questo passo, stabilizzati.
A seguito del blocco del turn over gli enti hanno utilizzato gli lsu per le proprie qualifiche sopperendo le carenze in organico ed inoltre ora senza ore d' integrazione, a costo zero. Per il riconoscimento dei contributi non vi é norma per gli Lsu ma é nel Dlgs 468/ 97 che per i contributi figurativi non dovrebbe esserci una postazione lavorativa stessa.Il che é contraddittorio con l' operato degli LSU per qualsiasi categoria». I progetti erano per 12 mesi per poi essere prorogati di anno in anno ed anche di mese per mesi da Delibere di Giunta Regionale.«Noi non abbiamo nessun contratto con l' Ente...siamo utilizzati per le nostre qualifiche».
Una galassia infinita quella degli Lsu in enti pubblici e regionali, provinciali e comunali, tribunali e comunità montane. Attraversano uffici, compentenze, ruoli e incarichi di tutto rispetto.
Ieri,Martedì 24, al tavolo regionale sulla stabilizzazione dei LSU, l'ass. Palmeri è stata incalzata con toni preoccupati ma fermi e decisi dalla O.S. USB, per la grave assenza di un'azione di governo seria e responsabile della nuova fase che si è aperta, all'indomani dello stanziamento statale di 38mln di euro previsto e recepito con convenzione di cui alla delibera 595/2017 della Regione Campania. «Le dichiarate incertezze dell'assessora reg. sulla natura di tali risorse, ovvero se siano da considerare una tantum o piuttosto strutturali, sostitutive o aggiuntive del finanziamento annuale ASU - spiegano i referenti sindacali nella nota stampa -, ma soprattutto se esse soddisfino la stabilizzazione dell'intera platea dei precari lsu, salvaguardandoli dopo oltre vent'anni di sfruttamento da una condizione di ulteriore ed infinita precarieta', con probabili affidamenti dei servizi ai privati o magari con tanto di ben servito specie per le qualifiche basse, rappresentano, evidentemente, sufficienti ragioni che fanno temere per la garanzia del processo di stabilizzazione di tutti i Lsu. I tempi stretti dettati per l'utilizzo delle risorse con gli avvisi dei bandi, rischiano, infatti, di determinare una situazione di acuta incertezza e grave tensione sociale. Per questo è necessario che il governo nazionale e quello regionale dia le necessarie ed utili risposte alla legittima rivendicazione della stabilizzazione di tutti i Lsu. L' Unione Sindacale di Base chiama i Lavoratori Socialmente Utili a tenere alta la mobilitazione e a far vivere le ragioni del diritto alla stabilizzazione e ad una pensione dignitosa dentro la giornata di sciopero generale indetto per il 10 novembre - conclude la nota dell'Usb Campania, di cui Brogna è referente provinciali».