Salerno

Una Salernitana coraggiosa, propositiva e ricca di talenti nel reparto offensivo sbanca meritatamente il Piola di Novara per la prima volta nella sua storia e porta a casa un successo che può rappresentare davvero una svolta sia per la classifica, sia per il morale. Il merito principale dei granata è stato quello di aver approcciato alla gara con il piglio della grande chiudendo il temibile avversario nella propria metà campo grazie alle continue sgroppate degli esterni, ai tagli degli attaccanti e al perfetto movimento di Rossi, tatticamente preziosissimo ed elemento che avrebbe meritato maggiore considerazione in questo primo scorcio di campionato. Fatta eccezione per la gestione rivedibile degli ultimi 15 minuti del primo tempo, la Salernitana ha auvto in mano il pallino del gioco con costanza e senza paura, palesando una crescita esponenziale dell'autostima e della personalità pur essendo priva di sette potenziali titolari e con tanti giovani schierati dal primo minuto dall'allenatore. Bollini ha scelto una formazione "alla Menichini", senza inventarsi nulla: ogni calciatore nel proprio ruolo naturale, attaccanti più vicini all'area di rigore avversaria e una difesa bloccata e schierata in linea per difendere il preziosissimo vantaggio, una vittoria mai in discussione neanche sull'1-1. A beneficiare della metamorfosi granata è stato indubbiamente il centrocampista Ricci, tornato ai fasti di Perugia grazie alla presenza, al suo fianco, di un mediano dinamico e di quantità che gli permettesse di esprimere il meglio del suo vasto repertorio.

Qualche novità iniziale rispetto all'undici di sabato scorso, con Bollini che ha optato per un camaleontico 4-2-3-1 che, talvolta, si trasformava in un vero e proprio 3-4-2-1. Radunovic in porta, difesa con Pucino e Vitale terzini e Bernardini e Mantovani al centro, in mediana, come detto, il rientrante Minala e Ricci, con Alex e Gatto a correre all'impazzata sulle fasce e Sprocati appena dietro a Rossi, preferito a Bocalon. Dall'altra parte il Novara replicava con il consueto 3-5-2, affidandosi all'inamovibile Macheda e a Da Cruz nel reparto offensivo e rilanciando dal primo minuto gli attesissimi ex Ronaldo e Sciaudone, il primo autore davvero di una prova mediocre. I primi 15 minuti erano tutti di marca granata, un continuo tambureggiare nella metà campo piemontese a caccia del gol del vantaggio. Pur su un terreno in sintetico e in condizioni non perfette, gli ospiti riuscivano a far circolare la palla da destra a sinistra con disinvoltura sfruttando la capacità di Rossi non solo di dettare la profondità, ma anche di giocare spalle alla porta e di favorire gli inserimenti delle ali su entrambi i fronti, atteggiamento che non ha consentito al Novara di effettuare il solito giro palla dalla difesa. 

Dopo aver sprecato due grosse opportunità, la Salernitana ha trovato con merito il vantaggio: geniale assist di Sprocati e taglio di Gatto, freddissimo dinanzi a Montipò per lo 0-1. Lì il primo e forse unico errore della gara, con i granata che inconsciamente abbassavano troppo il proprio baricentro a difesa del risicato vantaggio. L'atteggiamento tattico era molto simile al 3-5-1-1, con Vitale più centrale al fianco di Mantovani e Bernardini, Pucino e Alex a presidiare le corsie esterne e Sprocati e Gatto a ridosso della metà campo per trasformare rapidamente l'azione da difensiva a offensiva. Il Novara, a questo punto, prendeva coraggio e rispondeva con il 3-4-1-2 avanzando Sciaudone a ridosso degli attaccanti e chiedendo agli esterni di spingere con maggiore continuità per non favorire l'azione di ripartenza soprattutto di Alex, ben calatosi tatticamente nel ruolo disegnatogli da Bollini. Corsi due grandi pericoli e sprecato un contropiede d'oro per l'eccesso di egoismo di Rossi, la Salernitana beccava l'1-1 come sempre su palla inattiva: malinteso tra Vitale e Radunovic (che non chiama mai la palla), deviazione a porta vuota dello smarcato Da Cruz- forse perso da Minala- e pareggio meritato. A quel punto la Salernitana viveva 5 minuti di apnea rischiando la seconda capitolazione, fortunatamente Macheda era in serata no e spediva il pallone in fallo laterale.

Radunovic non chiama mai la palla, Genovese avrà da lavorare

Nella ripresa grande approccio della Salernitana, sempre più camaleontica tatticamente e più aggressiva. Bravissimo Ricci a dettare i tempi della manovra proponendosi con continuità per favorire l'ultimo passaggio dall'esterno in sovrapposizione, mentre quello posizionato sull'out opposto stringeva verso il centro per tamponare eventuali seconde palle pericolose. I frutti del lavoro venivano finalmente raccolti con due gol di Sprocati in rapida successione, sempre con azioni importanti in catena e una netta superiorità numerica in ogni zona del campo. Sull' 1-3 risultava efficace anche il palleggio a metà campo e l'uscita di Gatto con l'ingresso di Odjer conferiva protezione ancora maggiore all'incerottata retroguardia, guidata non solo dal solito ed esemplare Bernardini, ma anche da un Mantovani che sta crescendo sempre di più e che sta conquistando una maglia da titolare con pieno merito.

Solo negli ultimi minuti, dopo il doppio cambio forzato Alex-Sprocati per Rosina e Kiyine, la Salernitana regalava porzioni di campo al Novara soffrendo sia su conclusioni dalla distanza (secondo legno di giornata per Schiavi), sia sulle solite palle inattive. Sono le disattenzioni individuali, però, a pesare a lungo andare: prima un erroraccio di Vitale, poi la superficialità di Kiyine per il 2-3. Troppo tardi, il risultato era già in archivio. La Salernitana forse più divertente della stagione torna da Novara con tante certezze in più e con una classifica che rispecchia il valore della rosa.

Gaetano Ferraiuolo