di Andrea Fantucchio
Il Tribunale del Riesame di Napoli (composizione collegiale, Oriente Capozzi presidente) ha rigettato l'appello proposto dal Procuratore Aggiunto di Avellino, Vincenzo D'Onofrio, contro la revoca della misura cautelare applicata ad Amedeo Gabrieli.
I giudici partenopei, in parte condividendo le deduzioni difensive formulate dall'avvocato Gerardo Di Martino, hanno ritenuto insussistenti le esigenze cautelari.
La misura era stata eliminata dal Tribunale di Avellino in composizione collegiale (presidente Sonia Matarazzo, a latere Pierpaolo Calabrese e Gennaro Lezzi)
La revoca da amministratore di Acs, secondo il tribunale irpino, aveva determinato la cessazione delle esigenze cautelari rispetto ai fatti commessi riconducibili alla carica ricoperta da Gabrieli.
Rigettato anche l'appello proposto dal pubblico ministero contro la revoca della misura cautelare alla quale era precedentemente sottoposta Luciana Giugliano, difesa dall'avvocato Costantino Sabatino.
Il legale Di Martino ha ribadito: “Il Tribunale di Napoli ha preso atto della insussistenza di ragioni che potessero condurre a riformare il provvedimento di revoca della misura cautelare emessa nei confronti del mio cliente Amedeo Gabrieli. Rimane, così, ferma la legittimità della revoca e, con essa, la bontà dell'operato dei tre giudici del Tribunale di Avellino in composizione collegiale che, tra mille difficoltà ed in una situazione così complessa per gli interessi in gioco, hanno correttamente applicato la norma del codice di rito, sostenendo il difetto della attualità delle esigenze cautelari e dunque la necessità che la misura venisse meno sin dal momento della revoca da amministratore di Gabrieli. Ossia qualche giorno dopo la sua adozione e non, come invece accaduto, dopo quattro mesi.”