Riconfermato tra i pali ad Avellino nonostante l'ottima performance dell'alter ego Adamonis la settimana precedente contro l'Ascoli (con tanto di rigore parato), Boris Radunovic ha collezionato ieri un'insufficienza in pagella. Pur con l'attenuante di ritrovarsi sempre con una difesa completamente inedita a causa delle squalifiche e degli infortuni, il pipelet di proprietà dell'Atalanta non è ancora riuscito a trovare quella continuità di rendimento necessaria per chi svolge un ruolo così delicato e spesso determinante. Come accaduto già col Frosinone- in quel caso senza conseguenze- anche stavolta Radunovic ha mostrato qualche limite di comunicazione con i compagni di reparto, problema palesatosi in occasione del gol del pareggio del Novara scaturito da un'incomprensione con Vitale. Lo stesso portiere, in sala stampa, ha ammesso di essere stato poco attento nella circostanza e che, con un comportamento diverso, si sarebbe potuta evitare la rete dei piemontesi. Se tra i pali Radunovic sembra comunque un elemento discreto per la categoria, nelle uscite c'è ancora molto da lavorare e da migliorare, compito che spetta al preparatore Gigi Genovese che, negli ultimi anni, spesso si è ritrovato tra le mani atleti non sempre prontissimi per la porta granata. Nulla ha potuto invece l'ex Avellino sulla rete del 2-3, in precedenza era stato graziato due volte dai legni, tra l'altro sorpreso sul palo di sua competenza. Per poter puntare in alto occorre un baluardo tra i pali: Radunovic ha potenzialità importanti, in irpinia lo rimpiangono, ma fin ora il suo rendimento è al di sotto delle aspettative. Siamo certi che si rifarà...
Gaetano Ferraiuolo