Salerno

Domani all’Arechi ci sarà Salernitana-Empoli, una gara dal peso specifico importantissimo e ricca di intrecci. Uno di questi è rappresentato sicuramente da Alfredo Donnarumma, due anni a Salerno ed ora titolare della squadra toscana. L’attaccante di Torre Annunziata, però, non sarà della partita a causa di un infortunio. Proprio da questo spunto parte l’intervista rilasciata da sua moglie, Luisa Tinenzo, al quotidiano Il Mattino in edicola oggi:

«Gli dispiacerà non poco non poterci essere. Alfredo ha lasciato un bel ricordo, lo testimonia il fatto che ha mantenuto uno splendido rapporto con i tifosi. Se sarà un bene o un male lo dirà il campo. A noi piaceva molto stare a Salerno e, nonostante ci separassero appena venti minuti di macchina dalle nostre famiglie, avevamo anche comprato casa per vivere appieno la città».

Come pensa che suo marito vivrà il match, che sarà costretto a vedere in tv?

«Starà sicuramente male, ci teneva tanto ad essere presente. Alfredo vorrebbe sempre fare tanto, di tutto, per la sua squadra, e se a questo si aggiunge che ama l’Arechi, motivo per il quale ha provato sempre forti emozioni quando è sceso in campo, credo proprio che non gli si potrà dire neanche una parola, sarà inavvicinabile».

L’Empoli punta alla promozione. Las celta di Donnarumma è stata funzionale al salto di categoria o sono state altre le ragioni che lo hanno indotto a scegliere i toscani?

«Ha scelto Empoli perché è una società importante e con delle forti ambizioni, ma soprattutto perché sulla panchina c’è mister Vivarini, dal quale Alfredo ha ricevuto tanto. Deve molto al suo allenatore che aveva avuto modo di apprezzarne le qualità tecniche a Teramo. Per mio marito è stato molto semplice fare uno più uno».

Ha vissuto a Salerno e ora ha seguito suo marito a Empoli. Ha notato differenze tra le due piazze/città? Qualche rimpianto in particolare?

«A Empoli si sta benissimo, si riesce a stare tranquilli e sereni indipendentemente dal risultato della partita. La differenza con Salerno? Basta dire che se si usciva a fare una passeggiata sul Corso tutti ci dimostravano affetto e non c’era persona che non si fermava anche solo per un saluto o una stretta di mano, qui ad Empoli ognuno pensa a sé. Non che sia un male, sia chiaro, semplicemente sono due mondi diversi e si sa che noi del Sud siamo più calorosi. Rimpianti? Solo la lontananza dalle famiglie, ma anche questo serve per crescere».

Suo marito aveva un feeling particolare con Coda. Pare possa dirsi lo stesso con il compagno di reparto attuale. Empoli in vetta alla classifica grazie al duo Caputo-Donnarumma...

«Innegabile il particolare legame che Alfredo aveva con Massimo. È nata una bella amicizia, al di là del rettangolo di gioco. La fortuna ha voluto che anche quest’anno mio marito non abbia problemi, anzi. Caputo è la sua spalla ideale, i risultati fin qui ottenuti ne sono la testimonianza».

Che uomo è Donnarumma lontano dal campo? Che papà è?

«Partendo dal presupposto che sono una donna che si lamenta spesso, penso proprio che quando mio marito leggerà quest’intervista si meraviglierà delle mie parole. È un uomo strepitoso, ritengo che sua madre l’abbia dipinto a pennello per me. Ho un carattere un po’ particolare: oggi rido, domani piango, ci sono momenti in cui sono a mille e altri in cui mi sembra tutto nero, ma Alfredo è sempre presente, pronto ad accompagnarmi in qualsiasi decisione io debba prendere, e soprattutto paziente e amorevole nello starmi accanto. È un papà eccezionale. Mi dà una grande mano con i nostri figli, ci gioca, dà loro da mangiare, insomma, un papà modello».

 

Redazione sport