Napoli

 

di Simonetta Ieppariello

Vittima di ripetuti abusi a tre anni a mezzo. Una atroce ipotesi che apre nuovi scenari investigativi e processuali sul il caso della bimba di tre anni e mezzo trovata morta in un'autovettura nei pressi del campo rom del Rione Scampia a Napoli il 10 luglio scorso. Morta in auto, soffocata da un boccone di mozzarella e forse abusata sessualmente.

É l'ipotesi avanzata dagli inquirenti sulla base dall'esame medico-legale disposto dalla procura. Sulla piccola venne effettuato l'esame autoptico. 

É stata arrestata con l'accusa di abbandono di minore una zia della bimba, di nazionalità macedone, alla quale la piccola era stata affidata in custodia dalla mamma.

Le indagini sono concentrate soprattutto all'interno del campo rom del quartiere alla periferia nord di Napoli. Nel cuore di Scampia. La bimba fu trovata senza vita sul sedile posteriore dell'auto del nonno. Il medico legale effettuò l'esame esterno. Poi l'autopsia che accertò che la morte era stata causata da un boccone di mozzarella che aveva ostruito le vie respiratorie. Nella vettura la bimba sarebbe rimasta diverse ore. La madre dichiarò alla polizia di essersi allontanata dal campo e al ritorno, non avendola trovata, di averla cercata per ore fino a scorgerla priva di sensi nella macchina del nonno. Quando giunse all'ospedale San Giovanni Bosco i medici non poterono far altro che constatarne la morte. Inutile ogni manovra di soccorso. La piccina era già morta.

Su quel corpicino erano state riscontrate alcune ecchimosi, si era pensato ad un colpo alla testa, piuttosto che al decesso provocato dal caldo e dalla mancanza d'aria. Solo l'esame sulla salma da parte del medico legale è riuscito a stabilire che la bimba era stata soffocata da un boccone di mozzarella che aveva ostruito le vie respiratorie. Ora, dopo la scoperta dei presunti abusi sessuali, si apre una inchiesta parallela a quella che era stata avviata per il reato di abbandono di minori e omicidio colposo. La procura ha aperto un fascicolo per violenza sessuale, al momento contro persone ignote.

Una scoperta che ha determinato l'apertura di una nuova indagine, concentrata soprattutto all'interno del campo rom del rione alla periferia nord di Napoli. Per quanto riguarda le responsabilità sul decesso della bimba l'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio, ha già prodotto un importante risultato: l'arresto, con le accuse di abbandono di minore e omicidio colposo, di una zia della vittima, una ospite del campo di nazionalità macedone.

A lei la mamma, che si era allontanata dal campo, avrebbe affidato in custodia la piccola. Il dramma si consumò nel pomeriggio del 10 luglio scorso. La bimba giaceva priva di sensi sul sedile anteriore dell'auto del nonno, parcheggiata a pochi metri dall'ingresso del campo. Inutili i soccorsi: i medici dell'ospedale San Giovanni Bosco constatarono la morte senza però potersi pronunciare sulle cause. La madre riferì alla polizia di essersi allontanata dal campo e, al ritorno dopo alcune ore, di averla cercata a lungo prima di scorgerla all'interno della auto del nonno.

LA DINAMICA. Non aveva i vestiti, il suo corpicino era completamente nudo, adagiato sul sedile posteriore dell’auto in cui è stata trovata morta. E non è tutto. Ad infittire il mistero anche altri segni sul corpo, particolari che spinsero da subito gli inquirenti a delegare accertamenti di ogni tipo. 

Martina lo scorso 10 luglio venne portata al San Giovanni Bosco, quando era già deceduta.
Vennero messe a confronto nelle prime ore dai genitori della bambina, due immigrati provenienti dalla Serbia, assieme ad altri potenziali testimoni, sempre e comunque legati a quello spaccato di degrado che è il campo rom di Scampia.
La piccina pare che senza vita fosse rimasta più ore in quell'auto si tratta di una vettura di proprietà del nonno, usata spesso come punto di appoggio da parte di altri esponenti della stessa comunità di nomadi in cui Martina era nata e aveva vissuta. Poi vennero effettuati gli accertamenti, l'esame autoptico: ora la sconcertante svolta nell'inchiesta che apre un nuovo scenario giudiziario.