Era agitatissimo. Ha telefonato al suo legale in un giorno di festa. “Avvocato, devo vederla subito, è successa una cosa grave...”, gli ha detto, mostrandosi molto preoccupato. Il professionista ha accettato, lo conosce da un bel pezzo. Certo non immaginava, quando l'ha incontrato, che lui gli chiedesse di usare, per via giudiziaria, una scrittura privata sottoscritta... con l'amante. “Devo fargliela pagare a tutti i costi”, si è sfogato l'uomo, sentendosi rispondere che quella carta non avrebbe potuto portarla neanche ad un sacerdote.
Lui, un sessantenne, c'è rimasto davvero male perché credeva che avrebbe potuto brandirla a mo' di clava contro di lei. Entrambi sposati e con figli, protagonisti di una relazione extraconiugale che aveva già vissuto un momento di crisi alcuni mesi fa. La rottura era poi stata ricucita, avevano ricominciato a frequentarsi di nascosto. Riuscendo addirittura a trascorrere un periodo di vacanze insieme. Prima, però, avevano deciso di firmare congiuntamente un documento nel quale lui si era assunto la responsabilità di ciò che era accaduto in precedenza.
Entrambi, però, si erano impegnati ad essere “sinceri, onesti e fedeli”. Un 'patto d'onore', quindi le vacanze al mare, con un soggiorno in albergo pagato da lui. Tutto liscio? Neanche per sogno, perché a quei giorni ne erano seguiti altri più 'tumultuosi', culminati in un ulteriore addio. Stavolta, per colpa di chi? Lui non l'ha affatto presa bene, si è infuriato ed ha pensato di potersi vendicare. In che modo? Voleva che la sua ex gli rimborsasse i soldi spesi ad agosto, puntava ad ottenerli attraverso quella scrittura. Per questo ha tormentato il suo avvocato. “Mi riceva immediatamente, è successa una cosa molto grave...”.
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