Salerno

Facciano tutti gli scongiuri del caso i tifosi più scaramantici, ma questa potrebbe essere davvero la stagione della Salernitana. Oggi è arrivata quella svolta che aspettavamo da tanto tempo, una vittoria ottenuta contro tutto e tutti e che va ben oltre i tre punti conquistati con pieno merito a cospetto dell'ex capolista della cadetteria. Quando perdi Sprocati, due difensori centrali in 10 minuti e vai in svantaggio in modo rocambolesco e poi reagisci con il sangue agli occhi segnando due reti in cinque minuti significa che meriti di lottare per traguardi importanti, che vadano ben oltre la tranquilla salvezza paventata da Bollini prima dell'esordio di Venezia. Tutti, dopo quegli episodi sfavorevoli, avrebbero alzato bandiera bianca rassegnandosi a un sabato negativo, invece questi ragazzi hanno combattuto su ogni pallone, rialzato la testa e gettato il cuore oltre l'ostacolo come già era accaduto in passato. Questa Salernitana, iella permettendo, ha tutto per far divertire e sognare la piazza: la società è solida e presente, la dirigenza ha competenza ed esperienza, l'allenatore sta trovando la quadratura del cerchio, i calciatori sono bravi, la rosa offre tante alternative in ogni reparto, il gruppo è unito come non lo era da anni e si è letteralmente innamorato della maglia granata. 

Applausi per tutti, dunque. Per Vitale, il terzino sinistro più forte della categoria che si sta egregiamente disimpegnando anche in veste di difensore centrale. Per Mantovani, il "giovane-vecchio" che si è ritrovato in campo più per sventure altrui che per reale convincimento del tecnico e che sta confermando di essere uno degli under più interessanti del panorama calcistico nazionale. Per Bocalon, finalmente a segno con una doppietta da attaccante vero, merito anche di un Rossi stratosferico e che ha un futuro assicurato dinanzi a sè. Aggiungiamo anche che Minala non sta sbagliando una partita, che Ricci sta tornando il regista fantastico ammirato a Perugia, che Signorelli sta crescendo sul piano atletico e tornerà utilissimo,che Gatto e Alex hanno corso per quattro difendendo e attaccando senza conoscere fatica, spinti da quei calciatori rimasti in panchina, ma che vivono l'evento sportivo con fantastico coinvolgimento emotivo. 

E' vero, è difficile non guardare la classifica e non pensare alla partita di sabato prossimo contro il Bari, da vincere a tutti i costi a prescindere dalla storica amicizia tra le due tifoserie. Ora, però, sarebbe più opportuno godersi questo momento e fare, se possibile, un passo indietro. Questa Salernitana così maltrattata e sottovalutata ha conquistato il nono risultato utile consecutivo, è la meno battuta della categoria, ha rimontato per la settima volta, segna con continuità, è imbattuta in casa, ha fermato top club come Parma, Frosinone, Empoli e Pescara, gioca un calcio piacevole e ha saputo riconquistare il cuore di quei tifosi inizialmente scettici e che temevano si potesse vivere una stagione anonima. Chissà se i critici di professione ammetteranno di aver sbagliato e riconosceranno i meriti di una società solida e che, senza proclami, ha messo nelle mani dell'allenatore una rosa di tutto rispetto e che ha grinta e carattere da vendere. 

La vittoria dello zoccolo duro, la sconfitta dei critici di professione

Un plauso anche al direttore sportivo Angelo Fabiani, cui lavoro meriterebbe di essere valutato positivamente quando si vince mentre per qualcuno è più semplice sfogarsi sui social quando si perde. Oggi abbiamo ammirato un Mantovani, un anno fa sconosciuto ai più, monumentale, Vitale è stato preso a parametro zero, Sprocati, considerato la "riserva della Pro Vercelli", è di proprietà e vale già oltre un milione di euro, Gatto è stata l'ennesima scommessa vinta, Alex è stato pescato dal nulla e ha dimostrato di essere bravo, finalmente la Salernitana ha il giusto mix di giovani ed esperti che era mancato nelle stagioni precedenti. Lui, così come Lotito e Mezzaroma, ha sempre creduto nelle potenzialità di questa rosa, pian piano anche Bollini si sta accorgendo che osare è possibile e che la sua squadra può giocarsela alla pari con tutti. Bari compreso, nonostante l'emergenza. Per ora godiamoci questo momento, applaudendo questi ragazzi che meriterebbero 20mila spettatori a partita per la professionalità che stanno dimostrando.

Oggi i veri sconfitti sono gli assenti e, stavolta, lo "sfogo" di Lotito è quanto mai comprensibile. 7 punti tra Avellino, Frosinone e Novara, in passato, sarebbero bastati per portare sugli spalti migliaia e migliaia di tifosi, oggi invece l'Arechi era semivuoto in tutti i settori e il cassiere ha contato addirittura mille paganti in meno. Che sta succedendo? Perchè questo distacco? Stavolta non ci sono giustificazioni, stavolta è la piazza a dover dare una risposta. Il plauso è tutto per i 10mila innamorati a prescindere che hanno scelto di fare la differenza 365 giorni all'anno, non solo quando si tratterà di salire su quel famoso carro che inizia già ad ospitare chi, dopo il 2-0 di Laverone, aveva già preparato il funerale della Salernitana...

Gaetano Ferraiuolo