Benevento

Sky scopre il Benevento. Colpa della Lazio, ovviamente. Perché la Tv satellitare segue soprattutto le “grandi” e le piccole trovano spazio solo quando affrontano le squadre di cui sopra. E allora al termine della solita sconfitta tocca sentire il commento (autorevole, si capisce) di Paolo Condò, che dice, in poche parole, che la scelta di un allenatore come De Zerbi è sbagliata, in subordine tardiva. Il ragionamento gira intorno al modo in cui dovrebbe giocare una “provinciale”. Inutile – dice – cercare il gioco, soprattutto se si è all’undicesima giornata. Meglio, molto meglio, randellare gli avversari, metterla sull’agonismo. Perché sul piano tecnico-tattico non c’è mai partita. Insomma, meglio provare ad evitare delle imbarcate che cercare il gioco. Per un giornalista che non conosce molto di questa squadra sarebbe anche una osservazione giusta. Il problema è che il Benevento non è stato affatto costruito per fare la “guerra”. E dunque è inutile metterla sul piano agonistico, si prenderebbero ugualmente un sacco di gol senza neanche provare a giocare. Avere una ricetta per far sì che il Benevento possa rialzarsi sembra lo sport preferito di molti. Ci sembra invece il momento di affidarsi a questo allenatore giovane che si sta giocando una carta importante della sua carriera. Ieri ha persino alzato la voce: “Io ci credo, chi non si allinea può comodamente farsi da parte”. Ora avrà venti giorni buoni per preparare il Benevento che dovrà cercare l’impresa: dopo la partita all’Allianz Stadium c’è una settimana di sosta. Il 19 novembre al Vigorito c’è il Sassuolo. Se il motore non andrà in moto neanche quel giorno, vorrà dire che la serie A ci avrà già “rigettato” come un organo malato. Fino a quel giorno, però, è lecito sperare.