di Marco Festa
Rosso sul calendario, biancorossi in calendario. L'Avellino riprende questo pomeriggio, a porte chiuse, al “Partenio-Lombardi”, la preparazione in vista della seconda, determinante, trasferta consecutiva che si profila all'orizzonte dopo il k.o. di Parma: lunedì il lupo è atteso a Perugia dai grifoni del neo-tecnico Breda. Al “Curi”, contro l'allenatore che sulla panchina di un'altra umbra - ovvero la Ternana - il 21 marzo 2016 - ironia della sorte in un altro match serale – sbancò il rettangolo di gioco irpino propiziando l'esonero di Tesser, i biancoverdi sono chiamati a invertire la tendenza palesata nelle ultime cinque giornate, scandite da quattro sconfitte a fronte di una sola vittoria.
Novellino, che vede allungarsi sulla propria panchina l'ombra di Massimo Drago, si avvia a escludere dall'undici titolare, per farlo rifiatare e ritrovare, Ardemagni, tra gli ex di turno, alle prese con un'astinenza da gol che si protrae dalla sesta giornata (doppietta a Novara). Asencio è in vantaggio su Castaldo per fungere da riferimento centrale nel 4-3-3 che il mister di Montemarano varerà per cercare nuovi e provvidenziali equilibri. Sicuri assenti l'infortunato Morosini e l'acciaccato Gavazzi, da valutare Rizzato, che si sta mettendo alle spalle l'elongazione del retto femorale della coscia sinistra che lo ha costretto a saltare le ultime due partite. Sotto la lente d'ingrandimento anche la condizione di Pecorini, che ha dato sempre equilibrio quando impiegato. Il terzino è alle prese con un risentimento al tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Testa bassa e pedalare. Dai mea culpa alle soluzioni per riprendere la marcia diventata improvvisamente singhiozzante. Per l'Avellino è l'alba di una settimana spartiacque.