di Luciano Trapanese

Baby squillo, il caso di Avellino non è isolato. Anzi. Basta scorrere le cronache degli ultimi mesi per scoprire che storie simili si registrano ovunque. Il famoso scandalo dei Parioli – dove è stata trovata anche una lista di ragazzine del sud -, ha messo in luce una realtà forse imprevedibile o comunque sottostimata. Nel frattempo sono aumentati anche i casi. Per il procuratore aggiunto Maria Monteleone la prostituzione minorile è cresciuta negli ultimi anni del 516 per cento (per il 50 riguarda ragazzini). I procedimenti penali in pochi anni sono passati da 31 nel 2012 a più di duecento.

Senza grandi distinzioni geografiche o di ceto sociale.

Non c'è dunque solo il disagio sociale o economico alla base di queste storie. E molte minori hanno ammesso che si sono vendute per pochi soldi, anche per una ricarica del telefono. Il web – inutile ricordarlo - ha avuto un ruolo spesso fondamentale.

Qualche mese fa è accaduto nel Beneventano. Ma tanti episodi si sono verificati a Napoli, Caserta e Salerno. In una intervista rilasciata a gennaio al quotidiano “La Città”, il neuropsichiatra infantile, Salvatore Iannuzzi, ha ammesso di essersi occupato di recente di una quindicina di storie simili. Tutte accadute a Salerno e in provincia.

Mettendo da parte vicende “estreme”, come quella scoperta a Battipaglia dai carabinieri, dove una mamma ha venduto la figlia 12enne ad anziani della zona per cinque, dieci euro, i casi sono molteplici e spesso non hanno a che fare con una urgente necessità economica. Non si tratta di ragazze povere, emarginate, provenienti da famiglie disgregate o cresciute in ambienti degradati. O meglio, non sempre.

Le storie raccolte in Campania, ma sono simili un po' ovunque, raccontano di ragazzine della porta accanto. Entrate quasi per caso nel giro. E che conducono una vita del tutto normale. In famiglie che non hanno problemi economici.

Lo fanno per poco. Quasi niente. Spesso hanno iniziato per gioco, sul web. Facendosi pagare ricariche telefoniche in cambio di immagini o video hard. Poi gli incontri. Molto spesso con persone adulte.

Ma non solo. Sul web è facile iscriversi in siti d'incontro. Le ragazzine dichiarano di essere maggiorenni e solo ai potenziali clienti confessano la vera età, suscitando ancora più interesse (e loro, i clienti, vanno avanti ignorando anche le conseguenze penali). Sempre su internet fioccano le pagine con i consigli per chi vuole intraprendere la strada del mestiere più antico del mondo. E anche siti espliciti su “come diventare una prostituta”. Un ruolo importante è svolto anche dai social network. Mentre su alcuni siti – cosa risaputa - si può guadagnare esibendosi nude davanti alla web cam.

Un fenomeno sommerso, che viaggia quasi sempre in rete e che non è esibito, come per la prostituzione di strada o le case chiuse allestite in appartamenti che suscitano presto sospetti per il via vai continuo di clienti. Un fenomeno difficile da intercettare, ma anche da decifrare.

Sono state numerose le inchieste giornalistiche in questi mesi. Cronisti che hanno creato account fasulli sui social e si sono iscritti a siti di incontri. Il risultato lo potete immaginare: decine e decine di richieste d'appuntamento. Soprattutto se la ragazza in questione era giovanissima.

Basta un click. Davvero.

Guadagnare denaro per acquistare cellulari, ricariche o oggetti alla moda, sono risultate spesso le motivazioni principali. Lo sdoganamento del sesso facile (e non legato ai sentimenti), ha fatto il resto.

Il preside di un liceo bresciano è stato costretto a far presidiare i bagni, per evitare che alcune studentesse si prostituissero. Mentre a Napoli sono stati scoperti clienti che prendevano contatti con ragazze del liceo Umberto.

Tante naturalmente le storie che si riferiscono invece a ragazzine sfruttate anche a causa della fragilità economica delle famiglie. In quel caso sono spesso i genitori che decidono di vendere le figlie ai clan che gestiscono la prostituzione. A Napoli – la sera – è facile vedere ragazzine minorenni, spesso italiane, offrirsi ai clienti. In particolare nella zona del centro direzionale.