Dopo sole undici giornate, il campionato di serie A ha già delineato gli obiettivi di ogni singola squadra. Dalla prima alla quinta si lotterà per lo scudetto e per la Champions, dalla sesta alla tredicesima si prevede un campionato tranquillo, mentre dalla quattordicesima all'ultima ci sarà la lotta per evitare la serie B. Tre tronconi abbastanza evidenti che spaccano la competizione, facendo calare l'entusiasmo. Sì, perché chi mai vedrà a marzo un Chievo – Bologna? Sfida tra due formazioni che probabilmente avranno la salvezza in tasca con nulla da chiedere al campionato. Ed è un discorso che influirà anche sulla lotta per il titolo.
Prendiamo in esame il Benevento. Domenica c'è la sfida tra i giallorossi e la Juventus: il valore della rosa dei bianconeri è di circa 540 milioni di euro. Quella dei sanniti, invece, di 40. Sul piatto c'è un “vantaggio” di 500 milioni per i bianconeri, non due spiccioli. Il problema non è la forza economica di determinate società, ma la differenza che c'è con quelle di coda.
La compagine giallorossa due anni fa, così come la Spal, militava in Lega Pro. Ha compiuto un doppio salto pazzesco. Le differenze economiche tra la serie A e la serie B sono abbastanza evidenti, tanto da realizzare un paracadute per le retrocesse in modo da non creare “danni” una volta scese tra i cadetti. Il club sannita è senza dubbio più ricco grazie alla serie A, ma come può competere con l'attuale divisione dei ricavi che predilige solo le grandi?
Secondo la ripartizione attuale dei diritti tv, il Benevento avrebbe percepito 25,9 milioni. La Juventus, invece, 107,3 milioni. Una differenza abbastanza netta. In questi giorni dovrebbe passare al vaglio la “Riforma Lotti” che permetterebbe alle piccole società di diminuire il gap con le compagini di testa: secondo una stima effettuata da calcioefinanza.it, la compagine giallorossa dovrebbe ottenere 30,2 milioni contro i 66,2 della Juve. Un modo per rendere il campionato più competitivo, anche se ancora lontano dal modello Premier League dove la ripartizione è più o meno equa. Proprio per questo nel calcio d'oltremanica si vede una squadra come il Leicester ottenere il primato. Gli inglesi, come sempre, sono un passo avanti.
Una migliore distribuzione, unite alla progettualità di società serie come quella del Benevento e di altre, renderebbero la serie A e la lotta salvezza molto più avvincente. Anche se, è importante sottolinearlo, non è solo questo il problema per i piccoli club che non riescono a ottenere gli obiettivi prefissati o che trovano qualche difficoltà di troppo.
Il calcio ha bisogno di essere cambiato. Questa volta in meglio.
Ivan Calabrese