di Luciano Trapanese
Aumentano i casi di cancro in Italia. Sono 369mila rispetto ai 365mila del 2016. E si muore di più al sud. Lo rivela il rapporto Aiom - Airtum sulla sopravvivenza dei pazienti oncologici. Una relazione che spiega anche i motivi di questa differenza.
Le sopravvivenze più elevate si sono registrate in Emilia Romagna e Toscana (56 per cento negli uomini e il 65 per cento le donne. In Campania la media è del 55 per cento tra uomini e donne). Il miglior dato per il tumore alla prostata è in Friuli Venezia Giulia (95 per cento). Resta bassa la sopravvivenza al tumore ai polmoni, i dati migliori sono quelli di Emilia Romagna e Lombardia (18 per cento).
Perché si sopravvive meno in Campania
Il Sud e la Campania sono fanalino di coda. Si paga una minor efficienza delle strutture ospedaliere e probabilmente un bassa incisività delle campagne di prevenzione (screening). In pratica: cure meno efficaci e numero ridotto di diagnosi precoci.
Qualche dato lo chiarisce meglio. Aderiscono allo screening alla mammella, il 78 per cento delle trentine e il 76 per cento delle donne che vivono in Emilia Romagna. Il dato campano? Il 22 per cento.
Va anche peggio per il colon retto: con il nord che ha una media di adesioni alle visite di controllo del 65 per cento mentre la Campania si ferma a 11 (non parliamo di Sicilia e Calabria, 6 e 5 per cento). Stessa storia per la cervice: 70 per cento in Val d'Aosta, 22 per cento in Campania.
Ma non solo, per spiegare i dati meridionali è da registrare l'assenza totale di una rete oncologica, presente invece in quasi tutto il nord.
Eppure nel Sud ci si ammala di meno
Per l'Associazione italiana oncologia medica (Aiom), nel Mezzogiorno si guarisce di meno, ma ci si ammala anche di meno. Motivo? Sono minori i fattori di rischio. In particolare: fumo (33 per cento), alcol (3 per cento), eccesso di peso (20 per cento).
Come detto, il dato campano è molto basso per la sopravvivenza, il 55 per cento dei casi. Basso se rapportato alle regioni settentrionali, che superano il 60 per cento.
Cresce l'aspettativa di vita. Ecco i motivi
Ma se i casi di tumore aumentano, cresce anche l'aspettativa di vita. E questo è un dato che, con qualche differenza, è comunque comune al nord come al sud.
Oggi il 63 per cento delle donne e il 54 per cento degli uomini colpiti dal cancro sconfiggono la malattia. I dati si riferiscono alle persone che si sono ammalate tra il 2005 e il 2009. Presentano un miglioramento rispetto a chi ha ricevuto la diagnosi cinque anni prima (2004 – 2005: donne 60 per cento, uomini 51). Traducendo le percentuali in numeri, significa che per i cinque tumori più frequenti (seno, colon-retto, polmone, prostata e vescica), sono vive 6mila persone in più rispetto al recente passato.
I miglioramenti più significativi si sono registrati per i maschi nel contrasto ai tumori ossei (+10 per cento), colon retto e fegato (+6 per cento), mieloma multiplo (+5 per cento), linfoma non Hodgkin (+4 per cento), e prostata (+3 per cento).
Nelle femmine, invece, risultati più positivi per la lotta al linfoma non Hodgkin (+6 per cento), colon-retto (+5 per cento), e fegato, ossa, pelvi e vie urinarie, tiroide e mieloma multiplo (+4 per cento).
Ma, appunto, se da una parte migliora il contrasto ai tumori, aumentano le aspettative di vita e sono stati scoperti farmaci più efficaci e che comunque tendono a migliorare l'esistenza delle persone affette da tumori, il numero dei malati continua a crescere.
Questi i tumori più frequenti
Le cinque neoplasie più frequenti in questo 2017, sono quelle del colon retto (53mila nuovi casi), seno (51mila, in crescita solo nelle fasce di età dove si è avuto un ampliamento dello screening, fra i 45-49 anni e nelle over 70), polmone (41.800), prostata (34.800), e vescica (27mila).
Le neoplasie rappresentano comunque la seconda causa di morte in Italia (29 per cento), dopo le patologie cardio vascolari (37 per cento). Il tumore che ha fatto registrare più decessi nel 2014 è quello al polmone (33.386), seguito da colon-retto (18.761). mammella (12.300), pancreas (11.186) e stomaco (9.557).
La crescita dei decessi in Campania
La crescita comunque dei decessi per tumore è stata esponenziale negli ultimi decenni. Vi forniamo qualche dato relativo alla Campania.
Il tumore al colon-retto nel 1970 era letale per 611 pazienti, nel 1980 erano già 1068, nel 1990 si è arrivati a 1716, nel 2000 era 2661, mentre nel 2015 (ultimo dato disponibile), si è superata la soglia dei 4500. Un aumento molto significativo.
Anche il melanoma – sempre in Campania -, è passato dai 28 decessi del 1970 agli 823 del 2015. Il tumore ai polmoni nel 1970 ha colpito 1056 pazienti, nel 2015 il numero è salito a 3844. Così il tumore allo stomaco (da 661 a 1136).
Tra i maggiori responsabili c'è l'inquinamento
L'Aiom ha individuato nell'inquinamento atmosferico una delle cause principali dei tumori.
«E' ormai accertato – scrive l'Aiom - che l'inquinamento atmosferico, tramite carcinogeni come il pm, il benzene e altre sostanze classificate come probabili carcinogeni, causi il tumore del polmone e sia un importante fattore di rischio per il tumore alla vescica».