di Andrea Fantucchio
Ha deciso di rispondere alle domande del Gip, il 51enne di Avellino, P.R., accusato di prostituzione minorile in concorso con il 70enne di Mercogliano, F.D.V, e l'86enne di Lapio, M.L. Quest'ultimo ha scelto invece di restare in silenzio.
P.R., affiancato dall'avvocato Gaetano Manzi, ha cercato di chiarire la propria posizione, rispondendo a tutte le domande del giudice e dichiarandosi innocente. A suo carico l'accusa di aver avuto più incontri sessuali con una delle sette ragazze finite al centro dell'inchiesta.
La posizione del titolare del circolo, “L'incontro” di via Vasto, al momento appare la più compromessa. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, oltre ad avere rapporti con le ragazzine, l'uomo avrebbe anche trattenuto parte del denaro che queste ultime incassavano.
Nell'ordinanza, il Gip Isabella Iaselli fa riferimento proprio ai presunti rapporti di complicità che F.D.V. avrebbe avuto con le giovani che poi hanno raccontato ai carabinieri cosa avveniva nel circolo.
L'inchiesta condotta dai militari del comando provinciale di Avellino (comandante Massimo Cagnazzo) è nata da alcune denunce ricevute. Ragazzi che facevano riferimento a quanto accaduto nel punto di ritrovo a via Vasto. Traccia investigativa poi sviluppata dal pm di Napoli, Antonio D'Alessio, della sezione “fasce deboli” (procuratore Giuseppe Lucantonio), essendo la prostituzione minorile un reato distrettuale.
Oltre duemila le pagine prodotte dagli inquirenti. Un mastodontico fascicolo nel quale non si fa chiaro riferimento ad altri indagati oltre ai tre arrestati. Esclusa quindi, per ora, l'ipotesi della vasta rete di prostituzione che era stata ipotizzata nei momenti immediatamente successivi agli arresti.
Le intercettazioni ambientali e le registrazioni telefoniche hanno permesso agli investigatori di ricostruire, in modo certosino, i momenti in cui le ragazze entravano e uscivano nel circolo. All'interno del quale, ci sarebbe una stanza meno in vista dove, secondo le testimonianze rese dalle giovani, sarebbero avvenuti gli incontri.
Proprio i racconti delle ragazze rappresentano la prova più pesante a carico degli indagati. Dichiarati ricchi di dettagli su quanto avveniva all'interno del circolo. Luogo frequentatissimo, per anni, da generazioni di avellinesi. Soprattutto studenti che lo privilegiavano nelle ore del dopo scuola.
Intanto la difesa (sostenuta dagli avvocati Ennio Napolillo, Claudio Frongillo, Gaetano Manzi, Generoso Pagliarulo e Giovanni Iacobelli) prepara il ricorso al tribunale del Riesame contro le misure cautelari a carico degli indagati. Al momento, restano ristretti ai domiciliari, P.R ed M.L. Mentre il titolare del circolo si trova nel carcere di Bellizzi.