Avellino

Il primo cittadino di Avellino, Paolo Foti, è stato ascoltato ieri in Questura per il caso parcheggi. Il sindaco ha raggiunto gli uffici di via Palatucci in mattinata, in quanto ritenuto dagli organi inquirenti persona informata dei fatti.

Intanto i vertici di Polizia e Prefettura hanno deciso di rafforzare eventuali misure di tutela nei suoi confronti per scongiurare ogni pericolo. Su quanto riferito negli uffici da Foti nessuna indiscrezione è trapelata. Resta riservato il contenuto delle informazioni raccolte. Ma sono attesi sviluppi sull'inchiesta a stretto giro. Novità importanti potrebbero attendere la città sul caso sosta, sul caso dell'affidamento dei parcheggi a raso alle coop.

Una misura preventiva, adottata da Prefettura e Questura dopo le tensioni registrate nei giorni scorsi con gli ex parcheggiatori.

Una vicenda, quella del mancato affidamento delle undici aree di sosta, su cui la magistratura non abbassa i riflettori. Foti venerdì mattina è stato ascoltato dal procuratore aggiunto Vincenzo d'Onofrio, titolare dell'inchiesta Acs che si sta occupando anche del fascicolo inerente alla gestione dei parcheggi, e dal capo della Squadra Mobile, il vicequestore Michele Salemme.

Lo scorso 19 ottobre a raggiungere gli uffici di via Palatucci furono gli assessori Paola Valentino e Teresa Mele. Obiettivo degli inquirenti, fare luce su eventuali pressioni subite da chi ha avuto ruoli di responsabilità, politica e amministrativa, nel caos registratosi da ottobre dello scorso anno fino ad oggi. L'inchiesta della procura sull'affidamento dei parcheggi è stata aperta dopo il mancato affidamento con gara del servizio. Lo stesso comandante della polizia Municipale venne raggiunto, alla vigilia dell'apertura delle buste, da una telefonata minatoria. 

Come accaduto già ad inizio anno, intanto, due agenti della Polizia Municipale scorteranno il sindaco Paolo Foti nei suoi spostamenti. La misura pare serva proprio per il clima incandescente che si è scatenato tra drappelli e proteste degli ex lavoratori delle coop che, in più occasioni, hanno manifestato in Comune.

Giornate ad alta tensione che hanno visto la presenza costante di agenti della Questura di Avellino e del personale Digos. Insomma, situazioni di tensione in cui il sindaco si sarebbe visto al centro della polemica con, in più di una occasione, la tensione alle stelle di tanti. Troppi. Una misura preventiva, proprio come quella adottata a gennaio quando il primo cittadino finì nel mirino di un giovane con disturbi psichici. In quell'occasione pare che il 35enne avesse anche citofonato al primo cittadino, accusandolo di essere responsabile dei disagi della città, e delle situazioni di indigenza di tanti. 

Una decisione attivata dalla Questura in sinergia con la Prefettura, dove nella giornata di ieri si è riunito il comitato per la pubblica sicurezza che, tra le altre cose, ha affrontato proprio la spinosa vicenda della gestione delle aree di sosta comunali.

Siep