Ospite negli studi di Sportitalia, l'attaccante della Salernitana Mattia Sprocati ha parlato della sua esperienza con la maglia granata e delle prospettive future: "Sono dispiaciuto per il pareggio contro il Bari, ma bisogna dire che abbiamo affrontato una signora squadra che, assieme al Frosinone, può sicuramente ambire alla promozione diretta. Per quanto mi riguarda sono due punti persi, ma stiamo conquistando risultati positivi da dieci giornate e sono contento. E' una serie B molto equilibrata, la continuità alla lunga può fare la differenza e da questo punto di vista siamo cresciuti parecchio. Sono rammaricato per il mio infortunio, è arrivato in un momento molto positivo perchè finalmente stavo giocando con maggiore frequenza rispetto alle stagioni precedenti: questo non può che essermi d'aiuto per esprimere quelle che sono le mie reali potenzialità. Con Gatto componiamo un tandem di esterni offensivi che può far bene a Salerno, ma ho grande stima anche di Alex e Di Roberto che sono molto forti. Il nostro vantaggio è di avere un gruppo in cui tutti possono dare una mano. Bollini? Lotito e Mezzaroma lo hanno riconfermato, hanno riconosciuto nel nostro mister quelle qualità che sono emerse anche nella passata stagione. Mi trovo bene con lui, sto segnando anche più del solito: il gol più bello ed importante è senza dubbio quello di Avellino".
Sprocati prosegue: "Siamo una grande squadra, anche i pareggi conquistati confermano che siamo duri per tutti da battere e che siamo in grado di giocarcela alla pari con qualsiasi avversario in una serie B di buon livello. A me piace molto anche Radunovic, sono felice che sia il nostro portiere. Il mio futuro alla Lazio? Penso a vincere con la Salernitana, il resto non mi interessa. Voglio crescere giorno dopo giorno, i miei idoli naturalmente sono Neymar e Cristiano Ronaldo. Sono una persona ambiziosa, vivo il calcio con la voglia di arrivare sempre più in alto: ho un tatuaggio che riporta la data dell'anno in cui ho ottenuto la promozione a Perugia, momenti indimenticabili".
Gaetano Ferraiuolo