Tra le poche note negative di quest'ottimo avvio di stagione c'è sicuramente la perenne emergenza infortuni che ha inciso, purtroppo, sul cammino dei granata. Sul web qualcuno ha puntato il dito sullo staff medico o sui preparatori atletici ricordando che tutta l'era Lotito-Mezzaroma è stata scandita da problematiche muscolari innumerevoli con conseguenti tempi di recupero biblici. Come dimenticare, tanto per rinfrescare la memoria ai tifosi, il calvario di Nicodemo, il primo anno e mezzo da incubo di Nalini (poi ristabilitosi a Verona), i tanti mesi trascorsi in infermeria dai vari Mounard, Ginestra, Esposito, Molinari, Lanzaro e Schiavi, spesso senza che si capisse con chiarezza quali siano stati i veri motivi dello stop forzato. Anche in questo caso sussiste qualche punto interrogativo che non trova ancora risposta. Perico, per fare un esempio, era convocato nel match di Avellino e regolarmente in panchina, ma ha subito una ricaduta pochi giorni dopo; stesso discorso per Raffaele Schiavi, tenuto fuori a scopo precauzionale in quel di Novara, ma in campo con l'Empoli prima della sostituzione obbligata e di un bollettino medico tutt'altro che positivo.
La società vorrebbe vietare definitivamente i concerti estivi
La società, sempre pronta a non trascurare alcun dettaglio, si è posta l'interrogativo in queste ore individuando nei campi da gioco la responsabilità principale. Allenarsi sul sintetico, poi sull'erba del Mary Rosy e ritrovarsi a giocare in casa sul terreno dell'Arechi rappresenterebbe, secondo la proprietà, un handicap non di poco conto e proprio per questo Lotito e Mezzaroma potrebbero dare mandato al responsabile all'impiantistica sportiva Gianni Russo di prendere contatti con l'amministrazione comunale per organizzare quanto prima un incontro chiarificatore a Palazzo di Città. La Salernitana (che versa quasi 200mila euro per la manutenzione dello stadio Arechi, che è di proprietà del Comune), chiederà presumibilmente di potersi allenare con maggiore frequenza nell'impianto di via Allende, almeno due volte a settimana. Viceversa ci sono due soluzioni: investire definitivamente sul Mary Rosy o, addirittura, trasformare il terreno di gioco del Volpe predisponendo un manto erboso naturale e non sintetico di ultima generazione.
In quel caso le compagini del settore giovanile si sposterebbero ufficialmente e definitivamente in provincia. Infine la proprietà ribadirà la necessità di non far svolgere concerti in estate all'Arechi, in segno di "rispetto" per l'opera di rinnovamento avviata proprio grazie a Lotito e Mezzaroma e che ha permesso di risolvere una problematica che si trascinava da almeno un decennio.
Gaetano Ferraiuolo