Un viaggio nelle carceri campane per vedere e testimoniare le reali condizioni dei detenuti. E' questa l'idea che sta portando avanti il garante dei diritti dei detenuti Samuele Ciambriello. Dopo gli istituti penitenziari di Poggioreale, Secondigliano e Sant’Angelo dei Lombardi, questa mattina Ciambriello è stato ad Eboli e a Fuorni. “A queste persone è giusto togliere la libertà ma non la dignità”, precisa il garante.
Un percorso che vuole fare emergere l'allarmante condizione nella quale si trovano queste persone, donne e uomini, ammassati in celle quasi sempre troppo piccole e che lamentano una condizione di abbandono.
“A Fuorni c'è un sovraffollamento, mancano le figure intermedie, è previsto un direttore e due vice, i due vice non ci sono, è previsto un comandante e quattro commissari, non ci sono. Fortunatamente ci sono sette educatori, mancano almeno una settantina di agenti di polizia penitenziaria, tutto questo incide con il rapporto all'interno delle sezioni. Bisognerebbe investire di più – continua Ciambriello -, facendo venire da fuori anche più specialisti della sanità. Inoltre il vitto per le detenute arriva sempre dopo diverso tempo, per motivi logistici.
Le donne non riescono mai ad avere un pasto dignitoso e caldo”. Il garante ha illustrato poi degli accorgimenti per migliorare le condizioni di vita dei carcerati. “Si potrebbero aprire in alcune sezioni le celle per consentire ai detenuti di socializzare e non restare sempre in una cella tre metri per tre, in sei o sette, 22 ore al giorno.
A Fuorni ci sono 150 detenuti in più rispetto alla capienza. Come garante ho messo in campo due proposte concrete: attrezzature ludiche e per bambini, uno spazio verde per i familiari che aspettano di vedere i propri congiunti, che sia misura d'uomo. Infine la possibilità di sostenere con una assistente sociale, un avvocato, un mediatore culturale i detenuti più poveri o disagiati sia di Fuorni che di Eboli” conclude Ciambriello.
Sara Botte