Salerno

Iniziano questa mattina alle ore 12 le autopsie sulle 26 giovani migranti sbarcate cadavere domenica mattina nel porto di Salerno. I corpi erano a bordo della nave spagnola Cantabria, insieme a 375 profughi. Le salme in questi giorni sono state sottoposte ai primi esami esterni, effettuati da un pool di medici legali. I magistrati che dovranno chiarire come e perchè queste ragazze, tutte giovanissime, sono morte, sono stati informati delle prime risultanze dei rilievi. Per tutte pare che la causa della morte sia l'annegamento.

Ora grazie all'esame autoptico si potrà appurare se queste giovani donne abbiamo subito violenze o torture prima e durante il viaggio che avrebbe dovuto condurle verso una nuova vita. Si dovrà attendere l'esito degli esami. Intanto ci vorranno almeno due giorni per completare le autopsie. Non possono ancora trovare pace quei giovani corpi.

Ragazze nigeriane, tutte tra i 14 e i 18 anni. Una scia di morte sulla quale la procura di Salerno, che ha aperto un'inchiesta, vuole vederci chiaro. Sono stati già arrestati due uomini, due presunti scafisti, un libico e un egiziano che sarebbero stati al comando di quel gommone affondato in mare, sul quale erano le giovani vittime.

L'accusa per loro è di tratta di esseri umani. Intanto le indagini procedono, mentre il comune di Salerno ha disposto una giornata di lutto cittadino. Un momento per fermare un pensiero su un dramma, “una tragedia dell'umanità”, come l'ha definita il prefetto di Salerno Salvatore Malfi, presente al porto di quando i corpi hanno toccato terra. “Faremo giustizia” ha promesso il prefetto. Certo non restituirà il futuro a queste 26 ragazze che saranno sepolte a chilometri dalla propria casa, con le proprie speranze.

Sara Botte