La novità è arrivata nel bel mezzo dell'esame del pm Maria Scamarcio, quando il Tribunale, su sollecitazione della stessa rappresentante della pubblica accusa e dei difensori, ha interrotto le risposte del dottore Luigi Papale ed ha disposto che dalla sua consulenza, curata all'epoca su incarico del sostituto procuratore Antonio Clemente, titolare delle indagini della Digos, vengano epurate tutte le parti che non sono utilizzabili: in soldoni, le dichiarazioni dei testimoni, anche di coloro che, ascoltati in quella veste, sono poi diventati indagati. Una situazione simile si era già verificata, con lo stesso Papale, durante il dibattimento relativo agli appalti a Telese Terme.
L'operazione di restyling dovrà essere completata entro il 30 novembre e si tradurrà in una relazione contenente solo dati tecnici. Sarà messa a disposizione delle parti, che potranno così approfondirla in vista dell'appuntamento, fissato per il prossimo 25 gennaio, con il processo denominato Mani sulla città, nato da un'inchiesta su appalti e forniture di beni e servizi del Comune di Benevento. Papale comparirà di nuovo in aula quel giorno (e con lui altri testi), quando potrebbe arrivare anche la decisione su alcuni capi di imputazione ormai prescritti. Quarantotto gli imputati (oltre ad alcune società), accuse a vario titolo per ex o attuali amministratori, funzionari, dirigenti e tecnici di Palazzo Mosti, imprenditori.
Esp