A distanza di pochi mesi dall'ultimo confronto (vinto immeritatamente dal Carpi anche grazie ad alcuni episodi arbitrali discutibili) Castori incrocerà nuovamente le strade con la Salernitana difendendo i colori del Cesena, club che gli ha permesso di ritargliarsi uno spazio importante e di farsi conoscere al calcio dei grandi pur rovinando la festa per il ritorno dei romagnoli in cadetteria con una rissa che gli costò diverse settimane di squalifica. Se in giro per l'Italia il trainer marchigiano ha fatto abbastanza bene conquistando risultati di prestigio e per certi versi inaspettati, a Salerno ha ascoltato più fischi che applausi. Fabrizio Castori è stato infatti il tecnico al quale venne affidata la panchina della Salernitana dopo la promozione conseguita nella stagione 2007-08. Fabiani lo scelse per mettere in pratica un calcio propositivo e, specie nei primi mesi, la squadra si dimostrò brillante sia in Coppa Italia (laddove arrivò fino agli ottavi di finale, perdendo col Napoli 3-1 al San Paolo dopo aver espugnato Lecce) che in campionato. La Salernitana di Castori ebbe, infatti, una partenza a razzo nel torneo di B e, da matricola, riuscì a collocarsi nei primo posti dopo le prime giornate. Le sette uscite iniziali in regular season hanno rappresentato il momento più alto dell’esperienza di Castori da tecnico della Salernitana: dodici punti raccolti (di cui sette nelle prime giornate) e classifica oltre ogni più rosea aspettativa.
Nello scorso campionato alterco con Avallone e fischi dell'Arechi
A partire dalla sconfitta rimediata contro l'Empoli all’Arechi iniziò il lento, ma inesorabile declino di una squadra sì forte, ma poco assortita e con ricambi poco adeguati. Da quel momento in poi, i granata vinsero solo una gara, rimediando quattro ko di fila tra il 15 novembre ed il 6 dicembre 2008, pagando dazio a Rimini, Albinoleffe, Parma e Livorno, senza dimenticare le sei reti subite contro il Grosseto dopo l'iniziale 0-2 targato Di Napoli-Ciarcià. Castori venne, dunque, esonerato anche in seguito alla feroce contestazione della tifoseria, ma Bortolo Mutti non riuscì a legare con lo spogliatoio e, dopo lo 0-1 di Modena contro il Sassuolo e un alterco con Re Artù, la società decise di richiamarlo in sella affidandogli, stavolta, una rosa di maggiore spessore. A sorpresa l'Arechi gli tributò un forte applauso nel giorno dell'esordio-bis con il Cittadella, al punto che lo stesso allenatore ringraziò la curva quasi commosso. Peccato che le sviste arbitrali e la doppia inferiorità numerica costarono alla Salernitana l'ennesima sconfitta stagionale nonostante il gol del momentaneo 1-1 siglato dal suo mentore Pestrin. Il doppio e convincente successo con Frosinone e Modena e lo 0-0 di Pisa sembrava dar vita ad una vera e propria rinascita granata, ma in realtà Fava e compagni persero con Triestina, Piacenza ed Empoli giocando anche male.
La compagine allenata da Castori proseguì il suo cammino a fasi alterne fino al definitivo esonero, che si registrò alla trentaquattresima giornata, dopo un clamoroso 2-2 interno col Treviso, destinato alla retrocessione. Con una squadra in piena emergenza, il trainer marchigiano pensò bene di non schierare il simbolo Evans Soligo, ma alla base della scelta di Lombardi ci fu la bocciatura di Merino, per il quale era stato fatto un investimento importante.L’esperienza di Castori a Salerno può, pertanto, essere considerata fallimentare e anche Fabiani, nella conferenza post campionato, parlò di "errori di valutazione" ringraziando Brini per la conquista della salvezza, seppur accompagnata da situazioni extracalcistiche che fecero parlare i giornali nazionali. Curiosità: prima del suo ingaggio, il presidente Murolo era in riunione con Di Carlo e stava per firmare il contratto, frenato successivamente dal collega Lombardi che gli annunciò la scelta di Castori. Ora le strade con la Salernitana si incroceranno di nuovo, in passato ha ottenuto un pareggio (0-0 tra Piacenza e Salernitana, esordio di Cari) e due successi
Gaetano Ferraiuolo