“Accogliamo con soddisfazione la decisione del Presidente De Luca di procedere alla integrazione tra Azienda Ospedaliera “Rummo” di Benevento e Presidio Ospedaliero “S. Alfonso dè Liguori”, unica soluzione suggerita da Cimo da diversi anni per scongiurare la chiusura del Presidio Ospedaliero di Sant’Agata dei Goti”.
Così il dottore Guido Quici, presidente nazionale del Cimo, il sindacato dei Medici che però spiega: “Destano, tuttavia, preoccupazione le voci della istituzione di un possibile polo oncologico da destinare al Presidio di S. Agata per gli esorbitanti costi di attivazione e gestione necessari a fornire la struttura ospedaliera di adeguati standard assistenziali. Basti pensare alle alte tecnologie (costruzione del bunker di radioterapia, acquisizione di acceleratore lineare, risonanza magnetica, TAC di centraggio, medicina nucleare, ecc.) i cui costi sono stimabili nella misura ci almeno 15 milioni di euro e del costo del personale medico ed infermieristico necessario a garantire una qualificata assistenza sanitaria.
Se nel recente stanziamento di 100 milioni di euro – spiega Quici - per le tecnologie del sud Italia c’è tutta la copertura finanziaria bene, altrimenti si potrà correre il rischio di creare l’ennesima “cattedrale nel deserto” con il rischio di un effetto boomerang a danno di entrambe le strutture sanitarie che già oggi sono, come tutte le strutture sanitarie della Campania, in grave sofferenza.
Sulla questione chiediamo un confronto sulla problematica anche nell’ottica della sicurezza delle cure”.