Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Quella lattina d'aranciata non gli costerà una condanna di un anno. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l'assoluzione per C.G., 47 anni, di Avellino, accusato di aver violato gli arresti domiciliari.

I fatti risalgono allo scorso 3 maggio. L'imputato era ristretto ai domiciliari presso la casa dei suoceri a Castel Volturno. Assillato dalle richieste del figlio dodicenne, aveva lasciato l'abitazione per comprare un'aranciata. Una scelta infelice. Dei finanzieri lo avevano fermato. A nulla era valso mostrare la lattina e spiegare le proprie ragioni.

L'uomo era dovuto comparire in aula il giorno successivo: giudizio per direttissima. Udienza rinviata in seguito all'istanza presentata dall'avvocato, Rolando Iorio, che aveva richiesto di procedere con il rito abbreviato poi celebrato ieri mattina. Quando il giudice ha disposto l'assoluzione per “particolare tenuità del fatto”. Il magistrato ha accolto la tesi difensiva che evidenziava la non abitualità della condotta dell'imputato, che per oltre un anno aveva rispettato tutte le prescrizioni imposte dalla misura cautelare alla quale era sottoposto. 

Il quarantasettenne, pertanto, non è stato condannato.