Benevento

“Riconosciamo l'importanza dei Piani terapeutici individuali per la salute mentale. Vogliamo che funzionino e mi impegnerò in prima persona a convocare tavolo e Consulta”.

Firmato Gelsomino Ventucci. Il commissario della Asl beneventana si era espresso con grande chiarezza mercoledì a Napoli nel corso della audizione in commissione Trasparenza del Consiglio regionale sui temi della salute mentale. Su sollecitazione di Serena Romano, leader della associazione “La Rete sociale” che riunisce i familiari dei pazienti psichici, la presidente della commissione Giulia Abbate aveva convocato i vertici della Asl sannita per fare il punto sulla problematica, e in particolare sul mancato decollo dei Piani terapeutici riabilitativi individuali che l'associazione considera l'unica strada per dare risposte davvero efficaci.

Difficoltà che il sodalizio guidato da Romano imputa principalmente all'azione non collaborativa, per usare un eufemismo, del responsabile del Dipartimento salute mentale dell'Asl, Lucio Luciano. Tanto da ricorrere alla giustizia amministrativa per ottenere la convocazione della Consulta, organismo deputato alla discussione e alla definizione delle opzioni terapeutiche più idonee. Da mesi l'associazione chiede invano che si riunisca la Consulta, e di fronte al silenzio (sostanziale dissenso) opposto dal dirigente ha sollevato il caso davanti al Tar Campania.

E torniamo dunque a Ventucci e alle parole pronunciate non più tardi di due giorni fa nell'autorevole consesso regionale: “Mi impegnerò a convocare tavolo e Consulta”. Un impegno declinato al futuro. Ma nel passato, recentissimo, lo stesso commissario aveva adottato un atto di segno opposto. Alla vigilia della trasferta napoletana, martedì 21 aprile, Ventucci e il direttore amministrativo Antonio Mennitto firmavano la delibera per la costituzione della Asl nel giudizio intentato al Tar dalla stessa “Rete sociale” contro la mancata convocazione della Consulta da parte di Luciano.

Una difesa d'ufficio, probabilmente. Ma comunque un ossimoro troppo palese per non essere segnalato.

 

Paolo Bocchino