Taglieggiavano e rapinavano i transessuali a Caserta: per questo i carabinieri di Caserta hanno , con l'accusa di minaccia, rapina, estorsione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione,  dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione della misura di cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di quattro indagati e della misura del divieto di dimora nella Provincia di Casetta per altri due soggetti. 

Tutto è nato dalla denuncia di una trans che ha raccontato di essere stata raggiunta  da un'autovettura con a bordo due uomini, successivamente identificati in Giuseppe M. e Michele Z. entrambi trentunenni, che dopo averlo minacciato con un rasoio gli avevano spiegato che per prostituirsi in quella zona avrebbe dovuto pagare 20 euro al giorno. Tutto era filato liscio fino a quando la trans non è più riuscita a versare la somma richiesta, scatenando la reazione violenta degli sfruttatori, che hanno inziato a minacciarlo di morte fino a costringerlo a fuggire per timore di essere aggredito.

E' emerso che uno degli indagati aveva già utilizzato lo stesso con un altro trans e che c'era una vera e propria organizzazione che imponeva un "pizzo" giornaliero ai transessuali che si prostituivano nella zona ricompresa tra la Stazione Ferroviaria di Casetta e del primo tratto di Viale Carlo III. Tra gli indagati spicca la figura di un altro transessuale, Thiago O. D. F. in arte "BIANCA", già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari poiché indagato in altro procedimento penale per reati dello stesso genere. Lo stesso è stato indicato dai transessuali vittime di sfruttamento come colui che aveva imposto il suo controllo nella zona, obbligando tutti gli altri a versare una somma di denaro a titolo di protezione per potersi prostituire.