Tre rinvii a giudizio e dieci proscioglimenti sono stati decisi pochi minuti fa dal gup Flavio Cusani al termine dell'udienza preliminare bis a carico delle tredici persone tirate in ballo dall'indagine dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria sull'installazione nel dicembre del 2011, in piazza Castello, del presepe realizzato dal maestro Riccardo Dalisi (estraneo alla vicenda).
Dovranno affrontare il processo, che partirà il 16 marzo del prossimo anno, Raffaele Del Vecchio, 47 anni, all'epoca vice sindaco ed assessore alla Cultura, Rino Vitelli, 51 anni, dirigente del Settore cultura di Palazzo Mosti, e l'imprenditore Carmine Lombardi, 39 anni, di Benevento, della “Lombardi Costruzioni srl”.
Non luogo a procedere, per non aver commesso il fatto, per l'allora sindaco Fausto Pepe, 54 anni, e gli assessori in carica nella Giunta del 2011: Luigi Abbate, 58 anni;Marcellino Aversano, 40 anni; Mirna Campone, 57 anni; Rosario Guerra, 51 anni; Cosimo Lepore, 53 anni; Pietro Iadanza, 69 anni; Nicola Danilo De Luca, 58 anni e Luigi Scarinzi, 48 anni.
Non luogo a procedere, inoltre, per Andrea Lanzalone (avvocato Nunzio Gagliotti), 49 anni, dirigente del Settore finanze del Comune di Benevento, che era già stato giudicato ed assolto, perchè il fatto non sussiste, nel rito abbreviato che si era tenuto il 2 luglio del 2015 dinanzi al gup Gelsomina Palmieri. Che, nella stessa occasione, aveva anche stabilito il non luogo a procedere nei confronti degli altri dodici imputati, perchè il fatto non sussiste o non costituisce reato.
Una pronuncia impugnata dal pm Marcella Pizzillo dinanzi alla Cassazione, che nello scorso aprile ne aveva accolto il ricorso, annullando con rinvio la sentenza della dottoressa Palmieri. Di qui la nuova udienza preliminare, fissata per il 18 ottobre ma rinviata ad oggi per consentire al Comune, che non lo ha fatto, di costituirsi nel giudizio.
Abuso d'ufficio e violazioni edilizie le accuse contestate. Secondo la Procura, con le delibere del 7 e del 16 dicembre del 2011 la giunta avrebbe procurato all'impresa 'Lombardi Costruzioni un presunto vantaggio patrimoniale commissionando la realizzazione e il montaggio dell'opera scultorea dal titolo 'Il presepe di Dalisi'. A detta degli inquirenti, Palazzo Mosti non avrebbe potuto scegliere solo ed esclusivamente quella ditta in quanto unica per competenze, visto che la stessa per la realizzazione del presepe si sarebbe poi affidata ad un'altra impresa, la 'Michelangelo Costruzioni'.
Sono stati impegnati nella difesa gli avvocati Marcello D'Auria, Vincenzo Regardi, Angelo Leone, Roberto Prozzo, Sergio Rando, Maurizio Lepore, Oreste Di Giacomo, Luigi Diego Perifano, Grazia Luongo, Nicola Colicchio, Dionisio Lombardi, Davide D'Andrea e Maria Rosaria Sandomenico.
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