Le rapine non sono certo una novità nella nostra provincia. Non mancano mai, riempiono con una discreta frequenza le cronache, ma quella compiuta ieri sera da due banditi alla contrada Masseria Nuova di Benevento, ai danni del distributore Mare Petroli, si è trascinata dietro un elemento di particolare preoccupazione. Legato all'utilizzo di un fucile a canne mozze.
Non che pistole e coltelli siano meno allarmanti come potenziali fonti di problemi, ma quel tipo di arma ha attribuito all'episodio una valenza senz'altro inquietante. Di sicuro non deve essere stata un'esperienza piacevole per il malcapitato che se l'è vista puntare contro da uno dei malviventi – l'altro è rimasto al volante di un'Audi – ed è stato costretto a consegnargli l'incasso.
Attimi impossibili da dimenticare, nei quali può purtroppo capitare di tutto. Come non capire, dunque, il timore che la vittima avrà senz'altro provato in quei frangenti. E' lo stesso che aveva assalito, a gennaio, - unico precedente dello stesso genere - un dipendente ed alcuni clienti di un bar a Cautano. Diventato teatro dell'irruzione di un balordo che, munito di un fucile a canne mozze, aveva esploso un colpo verso il soffitto, terrorizzando i presenti, e si era impadronito di alcune centinaia di euro contenute nel registratore di cassa.
Un raid ancora senza soluzione, con un denominatore comune a quanto accaduto nelle scorse ore nelle vicinanze della zona industriale di Olivola: due canne tagliate ed adoperate per minacciare il bersaglio di turno. Erano grosso modo le 19, era buio, appare complicato che dalle telecamere possa arrivare un aiuto a chi sta indagando. Per dare un nome ed un volto a quelle brutte facce nascoste da un passamontagna.
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