Salerno

La cocente eliminazione mondiale dell'Italia ad opera della Svezia ha rappresentato un momento di grande tristezza per l'intero Paese, ma potrebbe essere anche quella scintilla necessaria a scuotere chi attualmente governa il mondo del calcio e avviare quel processo di ristrutturazione necessario per restituire qualità e credibilità a tutto il sistema. Da più parti si chiede di attuare la riforma dei campionato, riducendo il numero delle squadre in tutte le categorie professinistiche e dando il via alle cosiddette squadre B, soluzione che tuttavia non risolverebbe il problema e che, al contrario, potrebbe addirittura comportare ulteriori spese ai club di massima serie. Il presidente della Salernitana Marco Mezzaroma, in un'intervista rilasciata questa mattina alla redazione di Granatissimi.Ottopagine, ha rilanciato con una serie di proposte assolutamente interessanti e condivisibili: "Dopo quello che è successo alla nostra Nazionale, tutti hanno individuato nella scarsa valorizzazione dei giovani il problema principale forse dimenticando che in A molto difficilmente una squadra dà fiducia a potenziali talenti del futuro. L'idea delle squadre B non mi convince: il campionato perderebbe fascino perchè queste squadre non farebbero classifica e soprattutto per una società aumenterebbero i costi. Un conto è essere la Juventus, un contro è rappresentare una neopromossa o una realtà medio-piccola. A questo punto espongo la mia proposta: perchè non vedere la serie B come una sorta di palestra per questi giovani?"

Mezzaroma entra nel dettaglio: "Si può spingere o addirittura obbligare ogni società di serie B a schierare in campo almeno 2-3 giovani, un po' come accade nei dilettanti. La serie A paga questa sorta di servizio alla B aumentando anche i ricavi provenienti dalla Legge Melandri. Ovviamente andrebbero affilati tanti meccanismi e bisognerebbe ragionare concretamente per rendere fattibile la cosa, ma a mio avviso questa sarebbe la soluzione più logica e che comporterebbe maggiori vantaggi per tutti e in ogni ambito. Aggiungo: la serie B avrebbe bisogno di una rappresentanza maggiore in Federazione, ad ora c'è solo un esponente che nelle sedi opportune può affrontare determinate tematiche assai delicate e che potrebbero permettere al mondo del calcio di trarne un enorme vantaggio. Non sarebbe più semplice ipotizzare una sorta di collaborazione tra A e B?". 

Mezzaroma (convinto che entro qualche anno il Var sarà obbligatorio in tutti i campionati professionistici del mondo, serie B italiana compresa), aggiunge una intelligente riflessione: "Leggendo i giornali noto un grande allarmismo per l'eliminazione dell'Italia, è una cosa che può essere anche condivisibile. Tutto il sistema deve dare un contributo affinché avvenga questa crescita, il mio appello va anche alla stampa e ai tifosi. Se una società decidesse effettivamente di dare spazio ai giovani, i giornali scriverebbero che quel presidente non vuole investire e la stessa cosa la penserebbero i tifosi. Dare spazio ai giovani non significa non avere ambizioni, l'importante è che siano bravi. Quando leggo la formazione e vedo che giocano Odjer, Mantovani e Ricci sono felicissimo, ma durante una campagna acquisti come verrebbe giudicato il lavoro di un presidente che opera in questa direzione?"
 

Infine Mezzaroma parla degli stipendi dei calciatori: "Anche in questo caso bisogna rivedere un po' di cose. Il contratto deve essere suddiviso in due parti: un importante stipendio comprensivo di bonus garantito al singolo calciatore, un restante che scaturisce dalle presenze in campo e dalle prestazioni. Una sorta di contratto a rendimento. Perchè una società deve pagare a peso d'oro un giocatore che, per esempio, salta decine e decine di partite per infortunio?".

Gaetano Ferraiuolo