Era stato colpito dall'obbligo di firma e dal Daspo per cinque anni disposti dalla Questura. Il primo provvedimento non era stato convalidato dal gip Loredana Camerlengo a distanza di qualche giorno, così come chiesto dalla difesa, mentre il Divieto di accesso alle manifestazioni sportive è stato revocato dallo stesso questore alla luce delle argomentazioni dell'avvocato Domenico Russo. Nessun problema più, dunque, per il 27enne di Benevento che era stato tirato in ballo per l'episodio accaduto prima della partita Benevento – Lazio, con l'incrocio di un pullmino di tifosi ospiti. Come si ricorderà, era in compagnia del consigliere comunale Mimmo Franzese, anch'egli destinatario dell'obbligo di firma, confermato, e di un Daspo della stessa durata di cinque anni.
“Siamo molto soddisfatti – commenta l'avvocato Domenico Russo - in quanto ci troviamo al cospetto di un risultato davvero eccezionale, su scala nazionale, in tema di Daspo: un provvedimento di divieto di accesso alle manifestazioni sportive della durata di 5 anni, con obbligo di firma, completamente e definitivamente revocato dallo stesso Questore che lo aveva emesso, a distanza di soli 15 giorni dalla sua emissione – già in precedenza, in data 4 novembre, il Gip del Tribunale di Benevento non aveva convalidato l’obbligo di firma. E’ la terza revoca di Daspo del Questore di Benevento ottenuta negli ultimi tre mesi".
Il Daspo è "una misura di prevenzione atipica – spiega il legale - che, soprattutto qualora associata all’obbligo di firma, incide in modo evidentemente invasivo sulla libertà e sui diritti costituzionalmente garantiti di coloro che la subiscono: per un appassionato di calcio non potersi più recare a seguire allo stadio la propria squadra del cuore, o qualsiasi altro incontro di calcio con squadre nazionali su tutti i territori degli Stati Membri dell’Unione Europea, per ben 5 lunghi anni, non è cosa di poco conto. Ancor di più la libertà individuale viene fortemente limitata se si aggiunge a tanto il dover comparire personalmente tutte le domeniche, o durante gli altri giorni infrasettimanali in cui la propria squadra del cuore gioca –anche se fuori casa -, presso gli uffici della Questura locale per due volte, 15 minuti dopo l’inizio del primo tempo e 15 minuti dopo l’inizio del secondo tempo. Qualora, poi, si avesse la necessità di andare fuori città, per esigenze lavorative o altro, si dovrebbe sottostare ad un iter di richieste e di permessi eventualmente concessi, con firme da apporre comunque in altri luoghi. E’ uno strumento fortemente limitativo della libertà personale che viene applicato in sede amministrativa dal Questore e che riconosce possibilità difensive limitate e di non semplice attuazione. Garantire l’ordine pubblico e l’incolumità delle persone, durante le manifestazioni calcistiche, è sicuramente compito delicato e di grande responsabilità e, pertanto, anche le Forze dell’Ordine spesso si trovano ad agire in situazioni di forte stress. Le vicende che danno origine ai Daspo a volte nascono proprio da situazioni concitate in cui è facile che possano sorgere equivoci ed incomprensioni”.
Questo è un dato – aggiunge - "che anche i tifosi farebbero bene a tenere presente al fine di agevolare il compito delle Forze dell’Ordine. Sono manifestazioni sportive che dovrebbero sempre e solo trasmettere sensazioni positive e non essere mai foriere di vicende negative, con danni alle cose, alle persone o anche, per l’appunto, con provvedimenti di Daspo che vanno ad incidere in modo importante sulla libertà di tanti tifosi”. La conclusione: “Ritengo che si debba dare atto al Questore di Benevento, alla Divisone Anticrimine della Questura ed al suo Dirigente, di avere avuto la profonda saggezza di saper rivedere una propria decisione, accogliendo le ragioni, sia di fatto che di diritto, formulate e documentate dalla difesa. Da operatore del diritto, credo che il condivisibile e positivo ravvedimento della Questura costituisca un importante esempio che potrà contribuire, ben più dell’applicazione di cento Daspo, ad infondere il “senso di giustizia” nei tifosi e ad aumentare la loro fiducia nelle Istituzioni. Auspico che le manifestazioni calcistiche del Benevento calcio possano svolgersi sempre più in un clima di massima serenità e di reciproca comprensione e collaborazione tra le Forze dell’Ordine locali e la corretta e splendida tifoseria del Benevento Calcio”.
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