Benevento

Hanno tutte respinto l'accusa di concorso in tentata estorsione per la quale da mercoledì sono rinchiuse in carcere. Ognuna di loro ha sottolineato il ruolo avuto nella vicenda, descritta solo come lo sforzo di risolvere un problema sulla scorta di una richiesta che sarebbe arrivata da chi – un'azienda subappaltatrice - lo aveva vissuto sotto forma di due attentati incendiari in altrettanti cantieri aperti a Casalbore e Paduli per la costruzione di opere per il metanodotto Snam.

Nessuna intenzione, dunque, di imporre il pagamento di una tangente di 40mila euro al rappresentante dell'impresa appaltatrice. E' stata questa la linea difensiva, complessivamente intesa, delle quattro persone arrestate dai carabinieri nell'inchiesta coordinata dal procuratore capo di Benevento Aldo Policastro, dall'aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Flavia Felaco.

Questa mattina gli interrogatori di garanzia nella casa circondariale di contrada Capodimonte, dove dinanzi al gip Flavio Cusani, che aveva firmato l'ordinanza di custodia cautelare, sono comparsi Carmine De Rosa (avvocato Nicola Colicchio), 33 anni, Vincenzo De Rosa (avvocato Fabio Russo), 37 anni, entrambi di Paduli); Diego Spina (avvocati Gaetano Aufiero e Raffaele Faviano), 39 anni, di Casalbore, Marino Tascione (avvocato Giuseppe Bellaroba), 53 anni, di Casalbore.

Esp