Avellino

"Contro Caserta abbiamo avuto un atteggiamento sconcertante […] Questa squadra non ha mostrato sensibilità nel corso della stagione verso la storia di questa città, di questo club e gli obiettivi di questa società".

Coach Frates non le ha mandate a dire, di certo, nella conferenza stampa di ieri. L'allenatore milanese è stato chiaro, anzi chiarissimo nel descrivere una squadra e una stagione sottotono. Ha demolito quel muro che impediva di sentirsi dire da una voce ufficiale quello che, in fin dei conti, era chiaro a tutti: la Scandone versione 2014/2015 è stata una delle squadre meno professionali viste in Irpinia. Prima ancora che l'attaccamento alla maglia, sempre opinabile, al roster irpino è mancato anche un po' di amor proprio.

Le eccezioni, ovviamente, ci sono, ma rimangono ascrivibili a un paio di elementi del roster. Harper e Anosike, in particolare, sono finiti nel mirino di Frates, come star indiscusse nel crollo prestazionale e motivazionale della Sidigas. Se il primo non ha mai brillato per impegno e durezza sia fisica che mentale, il secondo invece ha messo in mostra un declino partito da molto lontano. Se fino a qualche giornata fa il centro statunitense ha badato molto spesso almeno alle statistiche, nell'ultimo periodo l'ex Siena College ha definitivamente mollato gli ormeggi, prendendosi una vacanza anticipata.

Le tre giornate che rimangono ancora sul calendario serviranno, quantomeno, per far sì che i protagonisti di questo campionato deludente facciano i conti in campo con le proprie responsabilità. Centoventi minuti (a meno di supplementari) per continuare a mostrare il proprio lato peggiore o per provare quantomeno ad essere professionisti ed evitare altre prestazioni "sconcertanti". A partire dal match di lunedì contro Brindisi.

Alessio Bonazzi